giovedì, 29 settembre 2022
Medinews
25 Giugno 2014

RISULTATI DI TOSSICITÀ CARDIACA DI UNO STUDIO PILOTA DI FASE II, MULTICENTRICO, APERTO, CON DUE REGIMI CONTENENTI DOCETAXEL E BEVACIZUMAB PER IL TRATTAMENTO ADIUVANTE DI PAZIENTI CON TUMORE MAMMARIO LINFONODO-POSITIVO O LINFONODO-NEGATIVO AD ALTO RISCHIO

L’aggiunta di terapia anti-angiogenica alla chemioterapia standard ha mostrato migliorare i tassi di risposta e la sopravvivenza libera da progressione nelle pazienti con tumore mammario metastatico. Questo studio di fase II, pubblicato sulla rivista Springerplus, ha esaminato la sicurezza cardiologica della somministrazione di bevacizumab in associazione o meno a trastuzumab, in due regimi contenenti docetaxel, nel tumore mammario iniziale. I ricercatori della University of California di Los Angeles e colleghi statunitensi hanno arruolato 127 pazienti con tumore mammario non metastatico, linfonodo-positivo oppure linfonodo-negativo ad alto rischio. Le donne con tumore mammario HER2 (human epidermal growth factor receptor 2)-negativo (n = 93) sono state trattate con docetaxel, doxorubicina, ciclofosfamide (TAC) e bevacizumab, mentre quelle con tumore HER2-positivo (n = 34) hanno ricevuto docetaxel, carboplatino, trastuzumab (TCH) e bevacizumab ogni 3 settimane per sei cicli. La terapia di mantenimento con bevacizumab, solo o in associazione a trastuzumab, rispettivamente nei due bracci, è stata somministrata ogni 3 settimane per 52 settimane. Obiettivo primario dello studio era valutare la sicurezza cardiologica, misurata come incidenza di scompenso cardiaco congestizio (CHF) clinico di grado  ≥  3, mentre obiettivo secondario era la valutazione della sicurezza e della tossicità. I risultati dello studio indicano che almeno un evento avverso cardiaco (CHF, cardiomiopatia o disfunzione ventricolare sinistra) è stato osservato nel 26,1% delle pazienti trattate con TAC (n = 92) e nel 17,6% di quelle trattate con TCH (n = 34), ma non è stato registrato alcun decesso per cause cardiache. CHF clinico di grado  ≥  3 è stato osservato nel 4,3% delle pazienti che hanno ricevuto TAC e bevacizumab e in nessuna (0%) di quelle trattate con TCH e bevacizumab. Un evento avverso di grado  ≥  3 in seguito al trattamento (qualsiasi tipo), correlato alla terapia in studio, è stato osservato nel 59,8% delle pazienti trattate con TAC e bevacizumab e nel 52,9% di quelle trattate con TCH e bevacizumab. In conclusione, l’aggiunta di bevacizumab a regimi contenenti docetaxel, in associazione a trastuzumab, non sembra aumentare la tossicità cardiaca.
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