sabato, 5 dicembre 2020
Medinews
31 Agosto 2009

RISPOSTE MOLECOLARI MAGGIORI ASSOCIATE A DASATINIB IN PAZIENTI CON LEUCEMIA MIELOIDE CRONICA IN FASE CRONICA

Una più elevata percentuale di RMM viene osservata dopo insuccesso di una precedente terapia con imatinib. Una percentuale maggiore di RMM a 12 mesi è associata ad una RCyC più prolungata

Dasatinib è un potente inibitore del trascritto BCR-ABL efficace in modo duraturo nei pazienti con leucemia mieloide cronica (LMC) in fase cronica (FC) che hanno sviluppato resistenza o intolleranza a imatinib o che hanno risposto in modo sub-ottimale. Nei pazienti con LMC, la determinazione del trascritto BCR-ABL si è rivelata il metodo più sensibile per valutare la malattia minima residua. Ricercatori tedeschi hanno analizzato la risposta molecolare in 1067 pazienti con LMC-FC trattati con dasatinib nel corso di studi di fase II e III. Dopo un follow-up di 3, 6, 12 e 24 mesi, una risposta molecolare maggiore (RMM) è stata osservata nel 12, 22, 35 e 40% dei pazienti, rispettivamente. La percentuale di RMM a 24 mesi era del 34% nei pazienti con precedente resistenza o risposta sub-ottimale a imatinib (n = 829) e del 63% nei pazienti intolleranti a imatinib (n = 238). Tra i pazienti che avevano ottenuto una risposta citogenetica completa (RCyC), il 72% ha anche ottenuto una RMM. La frequenza di risposta a dasatinib somministrato alla dose di 100 mg una volta al dì era simile a quella osservata con dosi diverse. La sopravvivenza libera da progressione a 24 mesi era maggiore nei pazienti che avevano raggiunto RMM o RCyC entro 12 mesi. La RMM a 12 mesi era inoltre associata ad una più lunga durata della RCyC. Lo studio pubblicato nella rivista Leukemia (leggi abstract originale) mostra che il trattamento con dasatinib aumenta la percentuale di RMM nei pazienti con LMC-FC dopo insuccesso della terapia con imatinib.

SIEnews – Numero 16 – 3 settembre 2009
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