domenica, 25 settembre 2022
Medinews
24 Febbraio 2015

RISCHIO DI SUCCESSIVO TUMORE MAMMARIO IN SITU E INVASIVO NEL CARCINOMA DUTTALE IN SITU HER2-POSITIVO

Per esaminare il ruolo prognostico della iper-espressione di HER2 (human epidermal growth factor receptor 2) in pazienti con carcinoma duttale in situ (DCIS), i ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano hanno identificato le pazienti con DCIS HER2-positivo in una popolazione di 1667 casi, diagnosticati prospetticamente e trattati con resezione chirurgica presso l’IEO di Milano tra il 1996 e il 2008, e hanno stimato i tassi di successivo DCIS o carcinoma invasivo nella malattia HER2-positiva. Nello studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract), gli autori hanno valutato l’incidenza cumulativa di recidiva del tumore mammario in situ (isBCR), di recidiva di tumore mammario invasivo (IBCR) e di qualsiasi recidiva di tumore mammario (BCR), dove isBCR, IBCR e BCR erano definite come intervallo di tempo dalla procedura chirurgica alla recidiva di tumore mammario quale primo evento (rispettivamente in situ, invasivo o entrambi) o ultima visita di controllo, nei casi che non manifestavano alcun evento. I ricercatori hanno identificato 560 pazienti con DCIS HER2-positivo (33.5%) dal database. Durante un follow-up mediano di 7.6 anni (range interquartile: 5.9 – 9.5), sono stati osservati 422 eventi nelle 1667 pazienti, con 141 recidive in situ, 201 recidive di malattia invasiva e 80 eventi diversi (64 secondi tumori primitivi e 16 decessi). I tassi di isBCR a 10 anni erano pari all’11.8% (IC 95%: 9.0 – 15.4) nel gruppo HER2-positivo e all’8.8% (IC 95%: 6.9 – 11.0) in quello HER2-negativo (test di Gray, p = 0.010). In analisi multivariata, il rischio aggiustato di isBCR era più elevato nel gruppo HER2-positivo che in quello HER2-negativo (HR HER2-positivo vs negativo 1.59, IC 95%: 1.06 – 2.39). Gli autori hanno inoltre osservato differenze significative sia di BCR che di isBCR nelle pazienti trattate con quadrantectomia senza radioterapia vs quelle trattate anche con la radioterapia (rispettivamente, HR aggiustato HER2-positivo vs negativo 1.53, IC 95%: 1.07 – 2.18; e HR aggiustato 2.18, IC 95%: 2.18 – 3.69). In conclusione, la iper-espressione di HER2 predice un aumentato rischio di isBCR, mentre la radioterapia riduce i tassi di recidiva locale nelle pazienti con DCIS HER2-positivo.
Secondo il professor Giuseppe Curigliano, primo autore dello studio e direttore della Divisione di Terapie Sperimentali presso l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, “questo studio conferma il ruolo del trattamento locale nei DCIS HER2 positivi, esclude un rischio di tumore invasivo in tale popolazione e pone dei quesiti sul potenziale impatto degli studi in corso con trastuzumab in tale popolazione di pazienti (Radiation Therapy With or Without Trastuzumab in Treating Women With Ductal Carcinoma In Situ Who Have Undergone Lumpectomy, National Surgical Adjuvant Breast Project (NSABP) B-43 phase III randomized trial, NCI-2009-00702)”.
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