Medinews
3 Febbraio 2015

RISCHIO DI NEOPLASIE EMATOLOGICHE DOPO TERAPIA ADIUVANTE DEL TUMORE MAMMARIO: ESPERIENZA DEL NATIONAL COMPREHENSIVE CANCER NETWORK

Gli ‘outcome’ del tumore mammario in stadio iniziale sono migliorati negli ultimi anni. Studi sulla chemioterapia adiuvante di prima generazione riportavano un’incidenza cumulativa a 8 anni dello 0.27% di sindromi mielodisplastiche/leucemia mieloide acuta, anche se valutazione e follow-up non completi possono aver portato a sottostimare il rischio successivo di neoplasie ematologiche associate al trattamento. I ricercatori statunitensi hanno esaminato la frequenza di neoplasie ematologiche in 20063 pazienti con tumore mammario in stadio I – III trattate presso centri oncologici universitari negli Stati Uniti tra il 1998 e il 2007. Le analisi del tempo all’evento sono state bloccate alla prima data di un nuovo evento di tumore, alla data dell’ultimo contatto o del decesso, e sono stati considerati i rischi competitivi. In questo studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), sono state analizzate incidenza cumulativa, hazard ratio (HR) e comparazioni con le stime del Surveillance, Epidemiology, and End Results; anche i dati di citogenetica midollare sono stati riesaminati. In totale, 50 pazienti hanno sviluppato una neoplasia ematologica (42 di tipo mieloide e 8 di tipo linfoide) dopo tumore mammario (follow-up mediano 5.1 anni). Le pazienti che hanno sviluppato neoplasie ematologiche avevano simile distribuzione di stadio del tumore mammario, razza ed esposizione alla chemioterapia, ma erano più anziane rispetto alle pazienti che non hanno sviluppato neoplasie ematologiche (età mediana rispettivamente di 59.1 vs 53.9 anni; p = 0.03). Due terzi delle pazienti avevano citogenetica complessa della neoplasia ematologica. Il rischio di neoplasie ematologiche era significativamente aumentato dopo chirurgia e chemioterapia (HR 6.8, IC 95%: 1.3 – 36.1) o dopo tutte le modalità di trattamento associate (chirurgia, chemioterapia e radioterapia: HR 7.6, IC 95%: 1.6 – 35.8), rispetto a nessun trattamento chemioterapico. I tassi di neoplasie ematologiche ogni 1000 persone-anno erano pari a 0.16 (con la sola chirurgia), 0.43 (se in associazione a radioterapia), 0.46 (se in associazione a chemioterapia) e 0.54 (con tutte tre le modalità di trattamento). L’incidenza cumulativa di neoplasie ematologiche è raddoppiata tra i 5 e i 10 anni successivi (da 0.24% a 0.48%) e il 9% delle pazienti era ancora viva dopo 10 anni. In conclusione, in questa ampia coorte di pazienti con tumore mammario in stadio iniziale, il rischio di neoplasie ematologiche dopo radioterapia e/o chemioterapia adiuvante era basso, anche se superiore a quanto precedentemente descritto. Il rischio continua ad aumentare dopo 5 anni e, comunque, secondo gli autori il rischio individuale di neoplasie ematologiche deve essere bilanciato con il beneficio assoluto di sopravvivenza offerto dalla chemioterapia adiuvante.
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