Medinews
20 Novembre 2014

RIDUZIONE DEI COSTI OTTENUTA ATTRAVERSO LA GESTIONE DELL’ANEMIA CON UN BIOSIMILARE DI EPOETINA ALFA E AUMENTATO ACCESSO AL TRATTAMENTO ANTITUMORALE CON AGENTI TARGET: SIMULAZIONE IN PAESI EUROPEI DEL G5

Ricercatori dell’Università dell’Arizona di Tucson e della Clinica di Genolier in Svizzera hanno simulato l’impatto del budget di un biosimilare di ESA (agente stimolante l’eritropoiesi) in Paesi dell’Unione Europea (EU) G5. A questo scopo, gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Future Oncology hanno costruito tre modelli per stimare il numero di pazienti ai quali si poteva offrire terapia antitumorale con rituximab, bevacizumab o trastuzumab in seguito alla riduzione dei costi ottenuta con l’uso di un biosimilare di eritropoietina in un gruppo ipotetico di 100.000 pazienti. Hanno anche calcolato il numero associato di pazienti necessari alla sostituzione della terapia con il biosimilare di ESA per coprire il costo di tali trattamenti biologici. Con una modalità a dose fissa, la riduzione dei costi ottenuta dalla sostituzione totale (100%) con il biosimilare di ESA era stimata pari a 110.592.159 euro, che si traduce in ulteriori 9770 trattamenti con rituximab, 3912 trattamenti con bevacizumab o 3713 trattamenti con trastuzumab. Invece, con modalità di dose calcolata sul peso corporeo, la riduzione dei costi ottenuta dalla sostituzione totale (100%) era pari a 146.170.333 euro, corrispondente a ulteriori 12.913 trattamenti con rituximab, 5171 trattamenti con bevacizumab o 4908 trattamenti con trastuzumab. Il numero di pazienti necessari alla sostituzione variava da 4 a 51. In conclusione, lo studio ha evidenziato che utilizzando un biosimilare di eritropoietina nella terapia di supporto per il cancro si ottengono risparmi significativi e un aumento dell’accessibilità alle terapie antitumorali primarie senza variazione del budget.
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