venerdì, 30 settembre 2022
Medinews
6 Luglio 2015

RICHIESTE DI INFORMAZIONE DALLE PAZIENTI ITALIANE CON TUMORE MAMMARIO DURANTE LA LORO PRIMA VISITA ONCOLOGICA

Le domande rivolte dalle pazienti durante le visite specialistiche riflettono le loro necessità di informazione più immediate. Scopo di questo studio pubblicato sulla rivista European Journal of Oncological Nursing (leggi abstract) era verificare la frequenza e il tipo di domande rivolte da pazienti italiane con tumore mammario ed esplorare i fattori ad esse associati. In occasione della prima visita oncologica, alle pazienti con tumore mammario un ricercatore (psichiatra o psicologo) ha chiesto di completare cinque questionari (STAI-X1, PHQ-9, GHQ-12, CPS e DSES) prima della visita e altri tre questionari (PEI, SDM-Q, SWD) dopo. Le visite sono state registrate (audio) e successivamente analizzate per quanto riguardava contenuto e numero di domande per identificare le richieste di informazione della paziente. Al termine di ciascuna visita anche l’oncologo compilava un questionario (DP, autosomministrato). I ricercatori dell’Università e Ospedale Civile Maggiore, Azienda Ospedaliera-Universitaria Integrata di Verona, hanno osservato che le pazienti ponevano in media 18 domande, relative principalmente alla gestione della malattia, e che le pazienti alle quali era stata prescritta la chemioterapia avevano più domande (t = -3.17, dof = 23.45; p < 0.01). Altri fattori correlati a un maggiore numero di domande erano un’età più giovane (r = -0.24; p = 0.05), l’avere un lavoro (t-test = 0.32; p = 0.04) e una durata più prolungata della visita (r = 0.47; p < 0.01). In conclusione, le pazienti italiane con tumore mammario rivolgono in media più domande che in altri Paesi. La conoscenza dei fattori associati alla necessità di informazione può contribuire, secondo gli autori, ad ottenere un maggiore coinvolgimento e di conseguenza una migliore qualità di cura centrata sulla paziente.
“Una batteria di questionari (autosomministrati) – ha spiegato la professoressa Annamaria Molino, co-autore dello studio e Direttore U.O.C. di Oncologia dO, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, – valuta il profilo psicologico delle pazienti come: il livello di ansia percepito dal soggetto nel momento stesso in cui compila il questionario ed è quindi di tipo situazionale (STAI-X1); la presenza di sintomi depressivi nelle due settimane precedenti la visita (PHQ-9); lo stato di benessere psicologico e la presenza di eventuali disagi emotivi (GHQ-12); le preferenze della paziente rispetto al ruolo decisionale (attivo/passivo) sul trattamento (CPS); la fiducia in se stesse riguardo le decisioni inerenti la propria salute (DSES) e l’abilità di fronteggiare la propria malattia (PEI). Due questionari descrivono la percezione della paziente del coinvolgimento durante la consultazione (DSM-Q) e la relativa soddisfazione rispetto alle decisioni prese (SWD). Infine il questionario DP, rivolto all’oncologo, valuta se lo stile comunicativo del medico si focalizza prevalentemente sulla relazione con la paziente o sulla gestione della malattia”.
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