lunedì, 23 novembre 2020
Medinews
5 Novembre 2018

Reporting harms more transparently in trials of cancer drugs

Studies of cancer drugs often use terms that downplay the seriousness of adverse events. Bishal Gyawali and colleagues call for greater clarity and transparency. The clinical trial report of ribociclib, a drug for breast cancer, mentions in its discussion that “Most patients had an acceptable adverse-event profile.” A report of a trial of liposomal irinotecan in pancreatic cancer states in the concluding paragraph that it “has a manageable and mostly reversible safety profile.” And … (leggi tutto)

L’accurata e completa descrizione degli effetti collaterali dei trattamenti è fondamentale per una seria valutazione del rapporto tra rischi e benefici delle terapie che, raggiungendo l’endpoint primario negli studi registrativi, vengono poi approvate per l’impiego nella pratica clinica e considerate dalle linee guida nazionali ed internazionali. Ciononostante, spesso la descrizione della tossicità nelle pubblicazioni relative a tali studi è tutt’altro che ottimale.
Bishal Gyawali e colleghi, nell’interessante e provocatoria analisi recentemente pubblicata dal British Medical Journal, sottolineano che troppo spesso il lettore è fuorviato da termini inappropriati come “acceptable”, “manageable”, “safe”, “well tolerated”. Gli autori sottolineano giustamente che spesso questi termini sottostimano il reale peso degli eventi avversi e degli effetti collaterali, e invitano la comunità scientifica a una seria riflessione nel prestare maggiore attenzione a questi aspetti. Accanto a una più dettagliata decrizione delle tossicità, gli studi dovrebbero sempre includere la valutazione soggettiva da parte del paziente, mediante l’impiego di patient-reported outcomes, altrimenti l’impiego di termini come “ben tollerato” e “accettabile” appaiono francamente usati a sproposito.
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