Medinews
3 Febbraio 2015

QUALITÀ DELLA GESTIONE DEL DOLORE ONCOLOGICO: AGGIORNAMENTO DI UNA REVISIONE SISTEMATICA SUL SOTTOTRATTAMENTO DEI PAZIENTI CON CANCRO

L’analisi di 46 studi pubblicati tra il 1994 e il 2013, che ha utilizzato l’indice di gestione del dolore (PMI) per valutare l’adeguatezza della terapia analgesica, suggerisce che la qualità della gestione farmacologica del dolore oncologico è migliorata. Il dolore è un sintomo comune nei pazienti con cancro e ha un sostanziale impatto sulla loro qualità di vita. Malgrado la disponibilità degli oppioidi e di linee guida aggiornate, redatte da associazioni importanti e affidabili, un sottotrattamento è ancora frequentemente osservato. I ricercatori dell’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’ di Milano, in collaborazione con i colleghi del Joint Research Centre della Commissione Europea di Ispra, l’Azienda Unità Sanitaria Locale di Modena e l’IRCCS Arcispedale ‘S. Maria Nuova’ di Reggio Emilia, hanno aggiornato una revisione sistematica pubblicata nel 2008, che indicava che, secondo il PMI, il 43.4% dei pazienti oncologici non riceveva trattamento adeguato. Questa revisione, pubblicata sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), ha incluso studi osservazionali e sperimentali, pubblicati tra il 2007 e il 2013 ed estratti dai database di MEDLINE, Embase e Google Scholar, che riportavano punteggi negativi di PMI in pazienti oncologici adulti con dolore. Per rilevare qualsiasi trend temporale e identificare i potenziali determinanti di sottotrattamento, gli autori hanno comparato gli articoli pubblicati prima e dopo il 2007 utilizzando analisi univariate, multivariate e di sensibilità. Nel gruppo dei 20 più recenti articoli pubblicati tra il 2007 e il 2013 è stata osservata una riduzione del sottotrattamento di circa il 25% (dal 43.4 al 31.8%). Nel campione intero, la proporzione di pazienti non trattati adeguatamente si è abbassata tra il 2007 e il 2013 ed è stata confermata un’associazione tra punteggio PMI negativo, livello economico e ambito non specifico, per il dolore oncologico. L’analisi di sensibilità ha confermato la solidità dei risultati. In conclusione, l’analisi di 46 articoli pubblicati dal 1994 al 2013, utilizzando l’indice di gestione del dolore (PMI) per valutare l’adeguatezza della terapia analgesica, suggerisce che la qualità del trattamento farmacologico del dolore è migliorata. Tuttavia, circa un terzo dei pazienti oncologici ancora non riceve un trattamento analgesico adeguato per l’intensità del loro dolore.
Di seguito, il commento della professoressa Carla Ida Ripamonti, Responsabile SSD Cure di Supporto al Paziente Oncologico Dipartimento di Ematologia ed Onco-Ematologia Pediatrica, Fondazione IRCCS, Istituto Nazionale Tumori di Milano e Professore a contratto all’Università degli Studi di Milano.
Dolore da cancro? Ancora troppi fuori legge! – Il dolore è un sintomo frequente (riguarda annualmente 9 milioni di persone nel mondo) e debilitante nei pazienti con cancro in ogni fase della loro malattia e in ogni fase della malattia deve essere caratterizzato, la sua intensità valutata e un adeguato trattamento prescritto. Il dolore è stato definito come il quinto segno vitale dall’American Pain Society e la sua valutazione di routine è enfatizzata da linee guida internazionali. In Italia, la valutazione del dolore è obbligatoria (Legge n. 38 del 15/03/2010). L’articolo 7 della Legge n. 38 stabilisce l’obbligo di riportare la rilevazione del dolore all’interno della cartella clinica. Dai dati della letteratura (Greco et al. J Clin Oncol 2014) emerge che tra il 2007 e il 2013 vi è stata una riduzione del sottotrattamento del dolore, valutato mediante il Pain Management Index (PMI), del 25% (dal 43.4 % dei dati riportati dal 1994 al 2007 al 31.8% di quelli riportati successivamente). Tra questi dati vi sono anche dati italiani. Un grande passo avanti è stato compiuto ma il dolore non è scomparso dagli ospedali e dalle case. Poiché la mancata valutazione del dolore è la più frequente causa di un mancato o inadeguato trattamento c’è da chiedersi quanti siano ancora i fuori legge in Italia!!”
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