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3 Marzo 2015

PREVALENZA DI MICROANGIOPATIA CEREBRALE IN DONNE LUNGOSOPRAVVIVENTI AL TUMORE DELLA MAMMELLA ESPOSTE A RADIOTERAPIA E CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE

Il trattamento adiuvante con radioterapia e chemioterapia per il tumore mammario è stato correlato ad attacchi ischemici transitori e ictus. Fino a oggi, tuttavia, nessuno studio aveva esaminato la relazione tra queste terapie adiuvanti e la microangiopatia cerebrale subclinica in sopravviventi al tumore mammario. Ricercatori statunitensi, olandesi e tedeschi hanno confrontato il volume delle lesioni alla sostanza bianca cerebrale con la prevalenza di infarti cerebrali e di microemorragie cerebrali in sopravviventi al tumore mammario esposte a radioterapia e chemioterapia adiuvante per la malattia primitiva rispetto a una popolazione di riferimento. Una risonanza magnetica multimodale (1.5 T) è stata eseguita in 187 donne lungosopravviventi al tumore della mammella che erano state sottoposte a radioterapia e chemioterapia adiuvante durante il trattamento della malattia primitiva, in media, più di 20 anni prima dell’avvio di questo studio e in 374 donne di riferimento, della stessa età, che non avevano storia di cancro. Il volume delle lesioni alla sostanza bianca cerebrale è stato suddiviso in segmenti utilizzando un software completamente automatizzato. Gli esperti hanno riesaminato tutte le immagini per evidenziare infarti corticali e lacunari, microemorragie cerebrali propriamente lobari e microemorragie cerebrali profonde/infratentoriali in presenza o meno di microemorragie cerebrali lobari. Nel gruppo di lungosopravviventi al tumore mammario sottoposte a radioterapia e chemioterapia adiuvante, gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract) hanno anche analizzato l’associazione tra esposizione relativa della carotide alla radioterapia e prevalenza di volume delle lesioni alla sostanza bianca e di microemorragie cerebrali. I risultati indicano che il gruppo sottoposto a radioterapia e chemioterapia adiuvante aveva una più alta prevalenza sia di microemorragie cerebrali totali che di microemorragie in aree profonde/infratentoriali, rispetto al gruppo di riferimento. Nessuna differenza tra gruppi è stata osservata per quanto riguarda la prevalenza di infarti cerebrali o il volume delle lesioni alla sostanza bianca e l’esposizione della carotide all’irradiazione non è stata associata al volume delle lesioni alla sostanza bianca o a microemorragie cerebrali. In conclusione, nel gruppo di donne lungosopravviventi al tumore della mammella sottoposte a radioterapia e chemioterapia adiuvante è stato osservato un numero maggiore di microemorragie cerebrali rispetto alla popolazione di controllo. Queste lesioni vascolari possono indicare una fragilità cerebrovascolare che potrebbe spiegare almeno in parte la ben nota associazione tra chemioterapia e declino cognitivo in queste pazienti. Nessuna ipotesi è stata avanzata su un’origine delle microemorragie cerebrali correlata alla radioterapia.
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