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21 Aprile 2015

PRETESE E RICHIESTE DEI PAZIENTI PER TEST E TRATTAMENTI ONCOLOGICI

I sondaggi suggeriscono che i medici tendono ad addossare la responsabilità degli elevati costi sanitari più alle richieste dei pazienti che alle loro scelte. Sono, tuttavia, disponibili limitati dati sulla frequenza di pazienti ‘demanding’, sull’appropriatezza clinica delle loro pretese e sull’aderenza dei clinici alle stesse. I ricercatori della University of Pennsylvania di Filadelfia hanno valutato quanto frequentemente i pazienti avanzano pretese o richieste di test clinici o trattamenti, quali esami richiedono, l’appropriatezza clinica delle loro pretese e quanto frequentemente i clinici si adeguano a queste richieste. Nello studio pubblicato sulla rivista JAMA Oncology (leggi testo), immediatamente dopo le visite, ogni professionista in ambito sanitario – direttori, responsabili di unità e assistenti, infermieri, ecc. – è stato intervistato su pretese o richieste dei pazienti e sul tipo e appropriatezza delle stesse. Le interviste sono state condotte negli ambulatori oncologici di tre ospedali situati nell’area urbana di Filadelfia, tra ottobre 2013 e giugno 2014. I 4 principali ‘outcome’ dello studio erano: 1) la frequenza delle pretese del paziente per esami clinici o trattamenti, 2) i tipi di test o trattamenti richiesti, 3) la valutazione dei sanitari sull’appropriatezza clinica delle richieste e 4) la frequenza di concordanza dei clinici alle richieste del paziente. Su 5050 incontri medico-paziente, che hanno coinvolto 3624 pazienti e 60 clinici, 440 (8.7%) riguardavano una pretesa o richiesta del paziente di un intervento medico: i clinici hanno assecondato 365 richieste perché ritenute clinicamente appropriate (83.0%), mentre solo in 50 dei 440 incontri (11.4%) le pretese o richieste del paziente riguardavano interventi clinicamente inappropriati e, in questo caso, i clinici hanno acconsentito a soddisfarne solo 7 (14%). Quindi i medici hanno assecondato pretese o richieste inappropriate solo nello 0.14% degli incontri totali (7 su 5050). Delle 440 pretese/richieste del paziente, 216 (49.1%) riguardavano indagini radiologiche, 68 (15.5%) trattamenti palliativi, che non includevano chemioterapia o radioterapia, e 60 (13.6%) erano test di laboratorio. In un modello d’analisi multivariata, la diagnosi di tumore del polmone o di testa e collo (odds ratio [OR] 1.74, IC 95%: 1.26 – 2.41), il ricevimento di trattamenti attivi (OR 1.40, IC 95%: 1.11 – 1.77) e una relazione medico-paziente di bassa o sufficiente qualità (OR 2.82, IC 95%: 1.13 – 7.07) erano tutti fattori associati a pazienti che avanzavano pretese e richieste (per tutti p < 0.01). In conclusione, il paziente pone richieste durante l’8.7% degli incontri medico-paziente, negli ambulatori oncologici, e i clinici ritengono che la maggior parte di queste sia clinicamente appropriata, mentre pretese clinicamente inappropriate si verificano nell’1% degli incontri e i medici acconsentono solo a un limitato numero delle stesse. Quindi, almeno in oncologia, i pazienti ‘demanding’ sembrano abbastanza infrequenti e non possono essere ritenuti responsabili di una significativa percentuale dei costi sostenuti.
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