mercoledì, 12 maggio 2021
Medinews
10 Marzo 2015

PREDIZIONE PRECOCE DEGLI ‘OUTCOME’ CON FCH-PET/CT IN PAZIENTI CON TUMORE PROSTATICO METASTATICO RESISTENTE ALLA CASTRAZIONE TRATTATO CON ABIRATERONE

Ricercatori dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (I.R.S.T.) IRCCS di Meldola hanno studiato il ruolo della tomografia a emissione di positroni con 18F-fluorocolina/tomografia computerizzata (FCH-PET/CT) nella valutazione di abiraterone e nella predizione precoce degli ‘outcome’ in pazienti con tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione. Nello studio pubblicato sulla rivista Oncotarget (leggi testo), 43 pazienti con tumore prostatico metastatico resistente alla castrazione, in progressione dopo docetaxel, hanno ricevuto abiraterone (1000 mg al giorno) in associazione a prednisone (5 mg due volte al giorno). I pazienti sono stati valutati ogni mese per quanto riguarda la risposta sierologica di PSA e la sicurezza del trattamento. La FCH-PET/CT è stata eseguita prima di iniziare la terapia con abiraterone (basale) e dopo 3 – 6 settimane di terapia. Modelli di analisi di regressione univariata e multivariata di Cox sono stati utilizzati per identificare i potenziali fattori predittivi di sopravvivenza libera da progressione (PFS) e di sopravvivenza globale (OS). I risultati dello studio hanno mostrato un abbassamento dei livelli di PSA ≥ 50% in 21 dei 43 pazienti totali (49%) e in 42 di questi la risposta a FCH-PET/CT era valutabile. Recidive ossee sono state evidenziate con FCH-PET/CT in 4 dei 42 pazienti valutabili (10%). In analisi univariata, l’abbassamento dei livelli di PSA e la risposta a FCH-PET/CT ha predetto la PFS, mentre l’abbassamento di PSA e la FCH-PET/CT (progressione vs non progressione) ha predetto la OS. In analisi multivariata, solo FCH-PET/CT (progressione vs non progressione) è rimasta significativa sia per quanto riguarda la predizione di PFS che di OS (rispettivamente p = 0.022 e p = 0.027). In conclusione, la FCH-PET/CT precoce può predire gli ‘outcome’ clinici del tumore prostatico resistente alla castrazione, indipendentemente dalla risposta del PSA. Questi dati supportano la pianificazione di nuovi studi con FCH-PET/CT per monitorare abiraterone e predire gli ‘outcome’ nei pazienti con tumore prostatico resistente alla castrazione.
“Il lavoro appena pubblicato – chiarisce il dottor Ugo De Giorgi, responsabile del Gruppo di Patologia Uro-Ginecologico di Oncologia Medica all’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (I.R.S.T.) IRCCS di Meldola e primo autore dello studio – rientra nell’ambito di un progetto di sviluppo di strategie di trattamento basato su biomarcatori nel carcinoma prostatico e dimostra come una risposta o progressione metabolica ad abiraterone in pazienti con carcinoma prostatico resistente alla castrazione (CRCP) avvenga già nelle fasi precoci, quando spesso la TAC e altro ‘imaging’ anatomico non è sempre in grado di identificare differenze sostanziali. Il lavoro pubblicato su Oncotarget è il primo studio che ha valutato il possibile ruolo predittivo precoce della FCH-PET/CT nei pazienti con CRPC trattati con nuove terapie ormonali”. E aggiunge, “i risultati emersi dal nostro studio hanno evidenziato come la FCH-PET/TC sia in grado di identificare precocemente pazienti con resistenza primaria al trattamento, fattore determinante se si tiene in considerazione che la terapia con abiraterone viene continuata fino a progressione. L’analisi multivariata ha poi evidenziato come la capacità di FCH-PET/TC di predire l’outcome di questi pazienti risulti indipendente dalla risposta al PSA”. Il dottor De Giorgi conclude infine che “un’osservazione importante emersa dal nostro studio è stata l’evidenza di un ‘mis-match’ riscontrato in 4 pazienti tra la risposta valutata con il PSA e la progressione evidenziata alla PET/CT dopo 1 – 2 mesi: la mancata corrispondenza è stata ricondotta a fenomeni di “flare osseo”, già peraltro evidenziati con la scintigrafia ossea nei pazienti in trattamento con abiraterone, ma per la prima volta descritti anche con FCH-PET/CT. Ulteriori studi su larga scala sono comunque necessari per confermare il ruolo della FCH-PET/CT nel predire l’outcome e nel monitoraggio della risposta/progressione ai trattamenti nei pazienti con CRPC”.
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