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19 Settembre 2014

PREDIZIONE DI SOPRAVVIVENZA IN PAZIENTI CON MELANOMA ‘SOTTILE’: RISULTATI DI UNO STUDIO MULTICENTRICO

L’incidenza di melanoma cutaneo è in aumento. La maggior parte delle nuove diagnosi è di melanoma ‘sottile’ (≤ 1 mm), a prognosi favorevole, anche se la sopravvivenza è variabile. Scopo dei ricercatori italiani (centri di Milano, Modena e Reggio Emilia, Torino e Firenze), in collaborazione con colleghi inglesi e greci, era esaminare nuovi fattori prognostici e costruire un nomogramma per predire la sopravvivenza nei singoli pazienti. Nello studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology, sono stati raccolti dai database prospettici di sei centri i dati di 2.243 pazienti con melanoma ‘sottile’. La sopravvivenza (con modello di Kaplan-Meier) e l’incidenza cumulativa cruda di recidiva sono state stimate e sono stati considerati i rischi concorrenti. La regressione multivariata di Cox è stata utilizzata per esaminare i fattori predittivi di sopravvivenza. Dopo un follow-up mediano di 124 mesi (range interquartile: 106 – 157), la sopravvivenza globale a 12 anni è risultata pari a 85,3% (IC 95%: 83,4 – 87,2) e i tempi mediani alla recidiva locale, regionale e a distanza erano rispettivamente 79, 78 e 107 mesi. La recidiva era correlata significativamente a età, spessore di Breslow, indice mitotico, ulcerazione, invasione linfovascolare (LVI) e regressione. L’incidenza era più bassa e le differenze di sottogruppo erano meno marcate per le metastasi a distanza che per la recidiva regionale. Le categorie di prognosi più sfavorevole erano età > 60 anni, spessore di Breslow > 0,75 mm, indice mitotico ≥ 1, presenza di ulcerazione e di LVI e regressione ≥ 50%. Uno spessore di Breslow > 0,75 mm, un indice mitotico ≥ 1, la presenza di ulcerazione e di LVI (tutti p = 0,001) erano significativamente associati a positività del linfonodo sentinella. Età, indice mitotico, ulcerazione, LVI, regressione e stato del linfonodo sentinella sono risultati fattori predittivi indipendenti di sopravvivenza e sono stati utilizzati per costruire un nomogramma per predire la sopravvivenza globale a 12 anni. Il nomogramma era ben calibrato e aveva buona capacità discriminatoria (valore statistico C di Harrell aggiustato 0,88). In conclusione, i risultati di questo studio suggeriscono di includere l’invasione linfovascolare e la regressione quali nuovi fattori prognostici nel sistema di stadiazione del melanoma. Il nomogramma potrebbe essere utile per la stratificazione del rischio in terapia clinica e per l’arruolamento dei pazienti in studi clinici.

Prediction of survival in patients with thin melanoma: results from a multi-institution study. Journal of Clinical Oncology 2014 Aug 10;32(23):2479
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