PLERIXAFOR E FILGASTRIM XM02 COME STRATEGIA DI PRIMA LINEA DI MOBILIZZAZIONE DELLE CELLULE STAMINALI DI SANGUE PERIFERICO
Plerixafor, un antagonista di CXCR4, è risultato efficace nell’aumentare il numero di cellule staminali circolanti anche in pazienti che non avevano risposto ad un primo tentativo di mobilizzazione. Recentemente, vari ricombinanti non glicosilati del fattore di stimolazione dei granulociti umani (G-CSF) hanno ricevuto l’approvazione clinica per le stesse indicazioni del G-CSF originario con sicurezza ed efficacia comparabili ma a costi ridotti. I ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, nel tentativo di fornire una strategia meno tossica di mobilizzazione, hanno trattato 14 pazienti che presentavano neoplasie ematologiche (4 casi di linfoma non Hodgkin, 2 di linfoma di Hodgkin e 8 di mieloma multiplo) con la combinazione del biosimilare filgrastim XM02 e plerixafor come terapia di prima linea. Il numero mediano di cellule CD34+ circolanti al giorno 4 era 16 (range: 3 – 42) e plerixafor è stato somministrato a tutti i pazienti eccetto uno che presentava già 42 cellule CD34+/μL al giorno 4. Al giorno 5, dopo la somministrazione di plerixafor, il numero mediano di cellule CD34+ circolanti è aumentato a 60/μL (range: 14 – 138). Tutti i pazienti sono stati sottoposti a leucoferesi con raccolta di un numero di cellule CD34+ ≥ 2,0 x 106/kg durante un numero mediano di procedure uguale a 1. Sebbene i risultati siano preliminari, gli autori suggeriscono l’efficacia della combinazione del biosimilare filgrastim XM02 e plerixafor, che quindi permette un approccio non tossico di mobilizzazione delle cellule staminali.