Medinews
16 Giugno 2015

PERSONALIZZARE LE CURE, MIGLIORANDO IL TRATTAMENTO DEL TUMORE MAMMARIO INIZIALE: CONSENSO INTERNAZIONALE 2015 DEGLI ESPERTI DI ST. GALLEN SULLE TERAPIE PRIMARIE

La 14ma Conferenza Internazionale di St. Gallen (2015) sul tumore mammario ha riesaminato le nuove più importanti evidenze delle terapie sistemiche e locoregionali per il tumore iniziale della mammella. Nuovi studi hanno confermato l’adeguatezza dei margini tumorali, definiti ‘no ink’, nei tumori invasivi o DCIS e la sicurezza di non procedere alla dissezione ascellare in coorti specifiche. Anche studi di radioterapia affermano la validità dell’irradiazione ai linfonodi regionali nella malattia linfonodo-positiva. Considerando le sottodivisioni di malattia luminale, il Panel di esperti era più interessato a dare indicazioni per l’uso di terapie specifiche, piuttosto che identificazioni surrogato dei sottotipi intrinseci, misurati con test molecolari multiparametrici. Per il trattamento della malattia HER2-positiva nelle pazienti con tumori fino a 1 cm, con linfonodi negativi, il Panel ha approvato l’uso di un regime semplificato come terapia adiuvante, che comprendeva paclitaxel e trastuzumab senza aggiunta di antracicline. E, nelle pazienti in pre-menopausa con malattia che risponde alla terapia endocrina, il Panel ha sostenuto il ruolo della soppressione della funzione ovarica associata a tamoxifene o exemestane nelle pazienti a rischio più alto. Lo stesso Panel di esperti ha sottolineato il valore della somministrazione di un agonista LHRH durante la chemioterapia, nelle donne in pre-menopausa con malattia con recettori per gli estrogeni negativi, al fine di proteggere dall’insufficienza ovarica prematura e preservare la fertilità. Il Panel ha inoltre osservato la crescente evidenza del valore prognostico dei marcatori molecolari multiparametrici comunemente utilizzati, alcuni dei quali forniscono informazioni prognostiche per la recidiva tardiva. Il Panel ha notato che i risultati di questi test, ove disponibili, sono stati spesso utilizzati per aiutare il processo di decisione se includere la chemioterapia citotossica nel trattamento delle pazienti con malattia luminale, ma ha anche osservato che i valori soglia non sono stati definiti per alcuno di questi test. I dosaggi molecolari multiparametrici sono costosi e quindi non disponibili in molti Paesi. La maggioranza dei nuovi casi di tumore mammario e delle morti per questo tumore si manifesta nelle regioni meno sviluppate; tuttavia, in queste aree, anche i test patologici meno costosi possono offrire informazioni valide. Le raccomandazioni di trattamento del Panel, pubblicate sulla rivista Annals of Oncology (leggi testo), non sono intese per essere utilizzate globalmente in tutte le pazienti, ma piuttosto per stabilire norme appropriate per la maggior parte di esse. E ancora, le considerazioni economiche possono sottintendere che terapie meno costose e solo marginalmente meno efficaci possano essere necessarie in aree con risorse limitate e non implicano un accordo unanime di tutti i membri del Panel. Infatti, solo una parte dei 200 quesiti ricevuti ha raggiunto il 100% di votazioni positive da parte dei componenti del Panel: tutti i dati sono comunque riportati nell’appendice S1, disponibile online.
“La conferenza di St. Gallen ed il suo Panel di esperti (tutti coinvolti nella ricerca clinica sul carcinoma mammario) – puntualizza il prof. Aron Goldhirsch, co-autore del consensus per l’International Breast Cancer Study Group e Direttore del Programma di Senologia all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano – ha influito nel passato e ha continuato a farlo anche nell’edizione 2015 sulla terapia locale, regionale e sistemica di donne con questa malattia. La conferenza, che porta tuttora il nome di St. Gallen (città Svizzera nella quale era nata) anche se si è tenuta per la prima volta a Vienna, ha mantenuto le sue caratteristiche di portare ad un pubblico interessato le novità della ricerca rese note durante gli ultimi 2 anni.”
“Dopo le esposizioni delle novità – spiega il professore -, un Panel di esperti risponde a delle domande su argomenti controversi inerenti alla terapia di donne con carcinoma mammario. Tradizionalmente, le deliberazioni della conferenza hanno influito sulle terapie locali, regionali e sistemiche in tutto il mondo. Anche le deliberazioni dell’ultima edizione hanno indicato in maniera concreta come usare fattori predittivi di risposta ai trattamenti nella miglior scelta delle terapie. Il riassunto delle opinioni è apparso su Annals of Oncology poco più di un mese dalla conclusione della conferenza e dopo che il testo è stato rivisto anche da tutti i membri del Panel. Questo lavoro di squadra nel definire i trattamenti più adeguati per le donne con carcinoma mammario in tutto il mondo – conclude il prof. Goldhirsch – è un esempio di come sia la cura che la ricerca clinica dovrebbero evolvere a livello globale. L’abstract della pubblicazione su Annals of Oncology riassume fedelmente il progresso ottenuto con la conferenza del 2015”.
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