Medinews
22 Maggio 2014

PERCEZIONE DEL PAZIENTE DEL BENEFICIO DI UN INIBITORE BRAF NEL MELANOMA METASTATICO: ANALISI DELLA QUALITÀ DI VITA NELLO STUDIO BREAK-3 CHE HA COMPARATO DABRAFENIB VS DACARBAZINA

In uno studio randomizzato di fase III (BREAK-3), dabrafenib ha offerto una sopravvivenza libera da progressione più lunga rispetto a dacarbazina (PFS mediana: 5,1 vs 2,7 mesi; HR 0,30; IC 95%: 0,18 – 0,53; p < 0,0001) nei pazienti con melanoma metastatico con mutazione BRAF V600E. A questo punto diventa cruciale analizzare come questi risultati si trasformino in un reale beneficio di salute nei pazienti. Ricercatori europei (in Italia, il gruppo dell’Istituto Oncologico Veneto-IRCCS di Padova), russi, canadesi e australiani hanno valutato la qualità di vita (QoL) dei pazienti con il questionario EORTC QLQ-C30 al momento iniziale (basale) e in occasione delle visite di follow-up. I risultati dello studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology indicano che con dacarbazina tutte le dimensioni funzionali, eccetto il ‘ruolo’, inteso come capacità dell’individuo di svolgere attività correlate alla propria responsabilità sociale, sono peggiorate nel follow-up rispetto al basale. Con dabrafenib, invece, tutte le dimensioni funzionali sono rimaste stabili rispetto al basale o migliorate alla settimana 6: la variazione media delle dimensioni di sette sintomi è risultata migliorata rispetto al basale, con miglioramenti più evidenti per: perdita di appetito, insonnia, nausea e vomito e dolore. Nel braccio a dacarbazina, le dimensioni dei sintomi sono rimaste invariate o peggiorate rispetto al basale in tutti i sintomi misurati, eccetto il dolore (settimana 6), con le esacerbazioni maggiori osservate per fatigue e nausea e vomito. Le analisi con modelli misti a misure ripetute hanno indicato miglioramenti significativi (p < 0,05) e/o clinicamente rilevanti, rispetto al basale, con dabrafenib per le seguenti dimensioni: funzionamento emotivo e sociale, nausea e vomito, perdita di appetito, diarrea, fatigue, dispnea e insonnia, alla settimana 6 e/o 12. Dopo ‘cross-over’ a dabrafenib, attuato alla progressione della malattia (n = 35), erano evidenti miglioramenti in tutte le dimensioni della QoL, dopo somministrazione di dabrafenib per 6 (n = 31) fino a 12 settimane (n = 25). In conclusione, questa prima analisi della qualità di vita, con un inibitore di BRAF nei pazienti con melanoma metastatico, mostra che gli elevati tassi di risposta tumorale e la superiorità della PFS con dabrafenib rispetto a dacarbazina non sono soltanto un vantaggio teorico ma si trasformano in un rapido beneficio sia funzionale che sintomatico per il paziente.

Patient Perception of the Benefit of a BRAF Inhibitor in Metastatic Melanoma: Quality of Life Analyses of the BREAK-3 Study Comparing Dabrafenib With DTIC. Annals of Oncology 2014 Apr 25 [Epub ahead of print]
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