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7 Aprile 2015

PERCEZIONE DA PARTE DEL PAZIENTE DELLA COMPASSIONE DEL MEDICO DOPO COMUNICAZIONE DI UN MESSAGGIO PIÙ VS MENO OTTIMISTICO: STUDIO CLINICO RANDOMIZZATO

Le informazioni riguardanti le opzioni di trattamento e la prognosi sono essenziali per permettere al paziente di formulare la sua decisione. La percezione da parte del paziente della compassione dei medici quando comunicano cattive notizie potrebbe essere un fattore che contribuisce alla riluttanza dei clinici a rilasciare queste informazioni. I ricercatori della University of Texas MD Anderson Cancer Center di Houston e colleghi francesi, cileni e italiani (Unità di Cure Palliative dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia) hanno confrontato la percezione dei pazienti della compassione dei medici dopo aver guardato un video che mostrava due clinici mentre fornivano, separatamente, un messaggio più vs uno meno ottimistico. Hanno inoltre valutato la preferenza dei pazienti nei riguardi del medico dopo aver visionato le due registrazioni e stabilito i fattori predittivi demografici e clinici della compassione in uno studio clinico randomizzato condotto presso un’unità di cure di supporto nel centro oncologico di Houston. Lo studio pubblicato sulla rivista JAMA Oncology (leggi testo) ha incluso pazienti adulti di lingua inglese con tumore avanzato, in grado di capire la natura dello studio e completare il processo di consenso. Attori e pazienti erano all’oscuro (in cieco) dello scopo dello studio e i ricercatori erano all’oscuro del tipo di messaggio ricevuto dai singoli pazienti con la registrazione. In totale, 100 pazienti sono stati randomizzati ad assistere alle due registrazioni standardizzate, di circa 4 minuti, che mostravano un medico che forniva informazioni sul trattamento (un messaggio più ottimistico vs uno meno ottimistico) a un paziente con tumore in stadio avanzato. Entrambi i medici offrivano lo stesso numero di dichiarazioni empatiche (5) e assumevano le stesse posture. Dopo aver visto i due video, i pazienti hanno completato la valutazione con un questionario sulla compassione del medico (0 = migliore, 50 = peggiore). Il principale ‘outcome’ dello studio era la percezione dei pazienti della compassione del medico dopo aver guardato un messaggio più ottimistico vs uno ugualmente empatico ma meno ottimistico. I pazienti hanno riportano punteggi statisticamente significativi di maggiore compassione dopo aver assistito al video più ottimistico, rispetto a quello meno ottimistico (mediana: 15, range interquartile: 5 – 23, vs 23, range interquartile 10 – 31; p < 0.001). È stato osservato anche un effetto di sequenza che favoriva il secondo video nei punteggi di compassione (p < 0.001) e di preferenza del medico (p < 0.001). Una più alta percezione della compassione era associata a una maggiore fiducia nella professione medica indipendentemente dal tipo di messaggio: 63 pazienti esposti a un messaggio più ottimistico hanno valutato il medico come persona degna di fiducia vs 39 dopo un messaggio meno ottimistico (p = 0.03). In conclusione, i pazienti percepivano un più alto livello di compassione e preferivano i medici che fornivano loro un messaggio più ottimistico. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per strutturare il contenuto di un messaggio meno ottimistico che aiuti i sanitari a comunicare notizie meno favorevoli.
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