sabato, 28 novembre 2020
Medinews
19 Ottobre 2018

Pembrolizumab plus Chemotherapy for Squamous Non-Small-Cell Lung Cancer

Standard first-line therapy for metastatic, squamous non–small-cell lung cancer (NSCLC) is platinum-based chemotherapy or pembrolizumab (for patients with programmed death ligand 1 [PD-L1] expression on ≥50% of tumor cells). More recently, pembrolizumab plus chemotherapy was shown to significantly prolong overall survival among patients with nonsquamous NSCLC. In this double-blind, phase 3 trial, we randomly assigned, in a 1:1 ratio, 559 patients with untreated … (leggi tutto)

I risultati di questo studio di fase III sono stati recentemente presentati al congresso mondiale di oncologia toracica e poi pubblicati sul NEJM. Vengono riportati i dati di progression free survival (PFS con valutazione centralizzata) e overall survival (OS) in 559 pazienti (125 centri in 17 differenti Paesi) affetti da carcinoma polmonare squamoso metastatico trattati con pembrolizumab 200 mg (n = 278) o placebo (n = 281) al giorno 1 con ciclicità di 21 giorni fino ad un massimo di 35 cicli unitamente a carboplatino (AUC = 6 al giorno 1) e paclitaxel (200 mg/m2 al giorno 1) o nab-paclitaxel (100 mg/m2 ai giorni 1, 8, 15) per 4 cicli. La randomizzazione prevedeva una stratificazione sulla base dei valori di PD-L1 (≥ 1% [63% dei pazienti] vs < 1%), uso dei taxani (paclitaxel nel 60% dei pazienti), regione geografica (Asia dell’Est e resto del mondo). Viene riportata una OS mediana di 15,9 mesi (IC 95%: 13,2 mesi – non raggiunta) nel braccio con pembrolizumab vs 11,3 mesi (IC 95%: 9,5 – 14,8 mesi) nel gruppo con placebo (hazard ratio [HR] 0,64; p < 0,001). Per quanto riguarda il profilo di tossicità gli eventi avversi di grado ≥ 3 vengono riportati nel 69,8% dei pazienti trattati con pembrolizumab e nel 68,2% nel braccio con placebo. I potenziali eventi immunorelati sono stati descritti nel 28,8% (10,8% grado ≥ 3) vs 8,6% (3,2% grado ≥ 3).
Il dato va ad integrare quanto già osservato nell’istologia non squamosa sempre nella prima linea di trattamento, sempre con l’associazione della doppietta chemioterapia e pembrolizumab. Si porrà ora il problema di come adattare il concetto di medicina di precisione nei pazienti non oncogene addicted affetti da NSCLC in stadio avanzato.
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