Medinews
23 Aprile 2014

‘OUTCOME’ DEI PAZIENTI CON MELANOMA METASTATICO TRATTATI CON L’IMMUNOTERAPIA PRIMA O DOPO INIBITORI BRAF


Gli agenti immunoterapici, ipilimumab e interleuchina-2, così come gli inibitori BRAF (BRAFi), vemurafenib e dabrafenib, in associazione o meno a trametinib (inibitore MEK), sono tutti trattamenti approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per il melanoma metastatico con mutazione BRAF, ma esistono pochi studi che forniscono indicazioni sulla sequenza ottimale. Questa analisi retrospettiva, pubblicata sulla rivista Cancer, descrive gli ‘outcome’ dei pazienti trattati con BRAFi prima dell’immunoterapia oppure con immunoterapia prima di BRAFi. Gli autori hanno identificato retrospettivamente una coorte di pazienti trattati con BRAFi da solo o in associazione all’inibitore MEK e hanno valutato il tasso di risposta (RR), la sopravvivenza globale (OS) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS) nell’intera coorte, distinta in pazienti che hanno ricevuto il trattamento con BRAFi prima o dopo l’immunoterapia. I ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston hanno osservato un RR, PFS e OS mediane, dall’inizio del trattamento con BRAFi somministrato dopo l’immunoterapia (n = 32), rispettivamente del 57%, 6.7 mesi (intervallo di confidenza [IC] 95%: 4.3 – 9.1) e 19.6 mesi (IC 95%: 10.0 – non definito) e, invece, rispettivamente del 66%, 5.6 mesi (IC 95%: 4.7 – 6.8) e 13.4 mesi (IC 95%: 10.1 – 17.0), con l’utilizzo iniziale di BRAFi (n = 242). I risultati erano simili anche dopo controllo delle variabili prognostiche. In totale, 193 pazienti hanno sospeso il trattamento con BRAFi, con una OS di 2.9 mesi (range: 1.8 – 4.4) dal giorno di interruzione del BRAFi, e 40 hanno successivamente ricevuto immunoterapia con ipilimumab. Solo metà di questi pazienti ha completato le 4 dosi di ipilimumab; la PFS con ipilimumab è risultata pari a 2.7 mesi (IC 95%: 1.8 – 3.1) e la OS era di 5.0 mesi (IC 95%: 3.0 – 8.8). In conclusione, in questa analisi retrospettiva, un precedente trattamento immunoterapico non sembra influenzare negativamente la risposta agli inibitori BRAF, mentre gli ‘outcome’ dell’immunoterapia con ipilimumab dopo interruzione del trattamento con inibitore BRAF sono modesti. Studi randomizzati controllati sono dunque necessari per chiarire se la sequenza che prevede la somministrazione dell’immunoterapia prima dell’inibitore BRAF sia superiore alla sequenza inversa (inibitore BRAF prima dell’immunoterapia).

Outcomes of patients with metastatic melanoma treated with immunotherapy prior to or after BRAF inhibitors. Cancer 2014 Feb 27 [Epub ahead of print]
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