We examined the efficacy of olanzapine for the prevention of nausea and vomiting in patients receiving highly emetogenic chemotherapy. In a randomized, double-blind, phase 3 trial, we compared olanzapine with placebo, in combination with dexamethasone, aprepitant or fosaprepitant, and a 5-hydroxytryptamine type 3-receptor antagonist, in patients with no previous chemotherapy who were receiving cisplatin (≥70 mg per square meter of body-surface area) or cyclophosphamide-doxorubicin. The doses of the three concomitant drugs administered before and after chemotherapy were … (leggi tutto)
Negli scorsi decenni, la profilassi dell’emesi indotta da chemioterapia è molto migliorata e oggi tutte le linee guida internazionali e nazionali raccomandano la “triplice” combinazione (desametasone, 5HT3 antagonista e NK1 antagonista) come profilassi standard nel caso dei farmaci ad elevato potenziale emetogeno, come il cisplatino o la combinazione di doxorubicina e ciclofosfamide. È considerazione comune, però, che il controllo della nausea sia meno efficace rispetto all’indiscutibile progresso nella profilassi del vomito: questo rappresenta un problema clinico, considerando il rilevante impatto della nausea sulla qualità di vita dei pazienti oncologici. In questo contesto, si inseriscono i risultati dello studio randomizzato pubblicato sul New England Journal of Medicine: lo studio valutava l’efficacia dell’olanzapina rispetto al placebo, in aggiunta alla “triplice” combinazione, e l’endpoint primario, a differenza della maggior parte degli studi condotti sulla profilassi antiemetica, era il controllo della nausea. I risultati sono stati molto migliori nei pazienti assegnati al braccio sperimentale, con percentuali di protezione dalla nausea molto più elevate rispetto al braccio di controllo, sia nelle prime 24 ore sia nei giorni successivi. Da sottolineare che anche la risposta completa, classico endpoint di molti studi e che in questo caso era endpoint secondario, è risultata migliore con l’olanzapina rispetto al placebo. Aspettando la valutazione dello studio per l’eventuale aggiornamento delle linee guida, il risultato è sicuramente un passo avanti rilevante nel controllo dell’emesi indotta da chemioterapia.