Medinews
29 Maggio 2013

NUOVO ASPETTO DI IMMUNOSCORE: PROFILO IMMUNOLOGICO COME STRUMENTO PREDITTIVO PER IL TRATTAMENTO DEL TUMORE

Recenti studi sul microambiente tumorale hanno indicato che molti tipi di cancro presentano infiltrazione di cellule infiammatorie e linfocitarie. Crescente evidenza suggerisce che il numero, il tipo e la localizzazione di questi linfociti infiltranti i tumori primari abbiano un significato prognostico e questo ha portato allo sviluppo di un punteggio immunologico (‘immunoscore’). Oltre a offrire utili informazioni sulla prognosi, ‘immunoscore’ ha anche il potenziale di aiutare a predire la risposta al trattamento, migliorando quindi il processo di decisione e scelta della terapia. Questo aspetto predittivo del microambiente tumorale offre le basi del concetto di ‘profilo immunologico’, che può essere descritto come ‘utilizzo della firma (o profilo) individuale del sistema immunitario per predire la risposta del paziente alla terapia’. I ricercatori dell’Unità di Immunoterapia e Terapia Innovativa dei Tumori, dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione “G. Pascale” di Napoli, in collaborazione con colleghi di Stati Uniti, Svizzera, Qatar e Francia, affermano che il profilo immunologico individuale può essere determinato geneticamente oppure indotto dal tumore (ed è quindi dinamico). Ipilimumab è il primo di una serie di anticorpi immunomodulatori, che è stato associato a una migliore sopravvivenza globale nei pazienti con melanoma in fase avanzata. Altre immunoterapie in fase di sviluppo includono anticorpi monoclonali verso il recettore di morte programmata (anti-PD-1, nivolumab) e il suo ligando (anti-PD-L1), anti-CD137 (urelumab) e anti-OX40. Biomarcatori che potrebbero essere usati come fattori predittivi per questi trattamenti non sono stati ancora validati clinicamente, tuttavia, esiste già evidenza che il microambiente tumorale abbia un ruolo predittivo, dopo osservazione di una correlazione tra attività clinica di ipilimumab ed elevata espressione basale di geni, legati al profilo immunologico, FoxP3 e indoleamina 2,3-di-ossigenasi, e un aumento dei linfociti infiltranti il tumore. Questi biomarcatori potrebbero rappresentare la prima potenziale proposta di un ‘pannello’ per il profilo immunologico dei pazienti per i quali è stata considerata una terapia con anti-CTLA-4, sebbene studi e dati prospettici siano ancora necessari. In conclusione, lo studio pubblicato sulla rivista Journal of Translational Medicine suggerisce che la valutazione di biomarcatori immunologici sistemici e locali potrebbe offrire utili informazioni prognostiche e facilitare la decisione clinica. La sfida sarà quindi identificare il profilo immunologico individuale di ciascun paziente e la conseguente scelta della terapia migliore o della combinazione di terapie che dovranno essere utilizzate.

The additional facet of immunoscore: immunoprofiling as a possible predictive tool for cancer treatment. Journal of Translational Medicine 2013 Mar 3;11:54
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