venerdì, 4 dicembre 2020
Medinews
29 Luglio 2009

NUMERO DI CD4 E RISCHIO DI LINFOMA NON-HODGKIN IN PAZIENTI CON HIV

L’impiego di terapie anti-retrovirali attive ha ridotto l’incidenza della malattia. Le uniche misure efficaci per ridurne il rischio sono una somministrazione precoce della terapia e una maggiore diffusione dei test per HIV

Sin dall’introduzione di terapie anti-retrovirali attive, si è osservata una diminuzione di incidenza del linfoma non-Hodgkin nei pazienti HIV-positivi. Lo Steering Committee dello studio UK CHIC (United Kingdom Collaborative HIV Cohort Study) ha valutato il trend di incidenza del linfoma non-Hodgkin dal 1996 al 2006 e l’associazione tra immunosoppressione e sviluppo della malattia. I risultati di questo studio, pubblicato nella rivista Haematologica (leggi abstract originale), indicano che, di 23155 casi totali, 286 (1.2%) pazienti hanno sviluppato linfoma non-Hodgkin. La giovane età, la somministrazione di terapia anti-retrovirale attiva e la manifestazione della malattia in epoca più recente, erano tutti fattori indipendenti associati ad un rischio minore di sviluppare linfoma non-Hodgkin sistemico. Un più basso numero di CD4 invece era significativamente associato alla probabilità di sviluppare linfoma sistemico nei pazienti che avevano o non avevano ricevuto terapia anti-retrovirale attiva. Un inizio precoce della terapia anti-retrovirale ed un più ampio accesso al test dell’HIV potrebbero ridurre il rischio di sviluppare linfoma non-Hodgkin in pazienti HIV-positivi.


SIEnews – Numero 15 – 6 agosto 2009
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