Medinews
20 Novembre 2014

‘NETWORK’ META-ANALISI SULL’EFFICACIA COMPARATIVA DELLA TERAPIA NEOADIUVANTE NEL TUMORE MAMMARIO HER2-POSITIVO

Il crescente numero di agenti anti-HER2 (human epidermal growth factor receptor-2) suggerisce la necessità di definire la scelta ottimale della terapia neoadiuvante per il tumore mammario HER2-positivo. In questo studio, pubblicato sulla rivista Journal of the National Cancer Institute, che ha valutato l’efficacia e la sicurezza della terapia neoadiuvante nel tumore mammario HER2-positivo, sono stati inclusi studi clinici randomizzati che hanno comparato diversi regimi anti-HER2 in ambito neoadiuvante. Odds ratio (OR) di risposta patologica completa (pCR), termine del trattamento e sicurezza sono stati utilizzati per calcolare le dimensioni dell’effetto globale. Una ‘network’ meta-analisi che ha usato un modello statistico Bayesiano è stata condotta per combinare l’evidenza diretta e indiretta della terapia neoadiuvante per il tumore mammario HER2-positivo. Tutti i test statistici erano a due code. I ricercatori della Keio University School of Medicine di Tokyo e Imperial College di Londra hanno identificato, dalla ricerca del database, 1047 articoli: 10 studi rientravano nei criteri di eleggibilità che comprendevano in totale 2247 pazienti incluse in 7 diversi bracci di trattamento. Gli agenti anti-HER2 esaminati erano trastuzumab, lapatinib e pertuzumab. La ‘network’ meta-analisi non ha indicato differenza statistica significativa tra i bracci di trattamento a doppio target, tuttavia, lapatinib ha causato un’anticipazione del termine del trattamento per eventi avversi. Le pazienti nei bracci a doppio target mostravano una maggiore pCR, statisticamente significativa, di quelle negli altri bracci di trattamento (chemioterapia + trastuzumab + pertuzumab vs chemioterapia + trastuzumab: OR 2,29; intervallo di credibilità 95%: 1,02 – 5,02; p = 0,02). La superficie sottesa alla curva di probabilità di ‘ranking’ cumulativo indicava che la combinazione di chemioterapia + trastuzumab + pertuzumab aveva maggiore probabilità di essere il migliore braccio di trattamento in termini di pCR. In conclusione, questo studio suggerisce che la combinazione di due agenti anti-HER2 con la chemioterapia sia la modalità di trattamento più efficace in ambito neoadiuvante per il tumore mammario HER2-positivo.
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