martedì, 6 ottobre 2026
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24 Novembre 2015

‘NETWORK’ META-ANALISI DI EVEROLIMUS ED EXEMESTANE VS CHEMIOTERAPIA IN PRIMA E SECONDA LINEA NEL TUMORE MAMMARIO METASTATICO POSITIVO AI RECETTORI PER GLI ESTROGENI

Scopo di questo studio, pubblicato sulla rivista Breast Cancer Research and Treatment (leggi abstract), era confrontare l’efficacia e la tossicità della chemioterapia rispetto alla combinazione di exemestane ed everolimus (EXE/EVE) attraverso una ‘network’ meta-analisi (NMA) di studi randomizzati controllati. I metodi NMA allargano la meta-analisi ‘pairwise’ standard per permettere comparazioni simultanee di più trattamenti e al contempo mantenere la randomizzazione dei singoli studi. Questo metodo (NMA) permette che sia l’evidenza ‘diretta’ (cioè da studi che confrontano direttamente due interventi) che quella ‘indiretta’ (cioè da studi che non confrontano direttamente due interventi) siano raccolte con assunzione di consistenza dell’evidenza. I ricercatori dell’Azienda Ospedaliera-Istituti Ospedalieri di Cremona hanno utilizzato il metodo NMA per valutare le curve di sopravvivenza libera da progressione (PFS) e del tempo alla progressione (TTP) in 34 studi e il tasso di risposta (RR) e gli hazard ratio (HR) di PFS e TTP in 36 studi. È stata condotta l’analisi del numero necessario da trattare (NNT) e riportato anche un confronto descrittivo delle tossicità riportate. La NMA delle curve di PFS/TTP e di HR indica che la combinazione EXE/EVE è più efficace di capecitabina e sunitinib, CMF, megestrolo acetato e tamoxifene, con una differenza media di PFS-correlata/TTP che variava da 10 mesi circa con capecitabina e sunitinib a più di 6 mesi con tamoxifene. La NMA dell’RR globale mostra che la combinazione EXE/EVE offre un RR migliore rispetto a bevacizumab e capecitabina, capecitabina da sola, capecitabina e sorafenib, capecitabina e sunitinib, CMF, gemcitabina associata a epirubicina e paclitaxel, EVE e tamoxifene, EXE da sola, FEC, megestrolo acetato, mitoxantrone e tamoxifene da soli. Infine, la NMA di NNT indica che EXE/EVE offre un beneficio maggiore rispetto a BMF, capecitabina da sola, capecitabina e sunitinib, CMF, FEC, megestrolo acetato, mitoxantrone e tamoxifene da soli. La combinazione di EXE/EVE nel trattamento di prima e seconda linea del tumore mammario metastatico ER+/HER2- è quindi più efficace di molti altri regimi chemioterapici riportati in letteratura. Anche la valutazione delle tossicità ha favorito la combinazione di EXE/EVE nella maggior parte dei casi.
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