mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
6 Luglio 2018

Neoadjuvant chemotherapy followed by chemoradiation and surgery with and without cetuximab in patients with resectable esophageal cancer: a randomized, open-label, phase III trial (SAKK 75/08)

This open-label, phase III trial compared chemoradiation followed by surgery with or without neoadjuvant and adjuvant cetuximab in patients with resectable esophageal carcinoma. Patients were randomly assigned (1 : 1) to two cycles of chemotherapy (docetaxel 75 mg/m2, cisplatin 75 mg/m2) followed by chemoradiation (45 Gy, docetaxel 20 mg/m2 and cisplatin 25 mg/m2, weekly for 5 weeks) and surgery, with or without neoadjuvant cetuximab 250 mg/m2 weekly and … (leggi tutto)

L’aggiunta di cetuximab alla terapia neoadiuvante totale del carcinoma esofageo non ha migliorato significativamente la sopravvivenza in questo studio no-profit di fase 3.
Il cetuximab è stato aggiunto a uno schema considerato standard con terapia d’induzione (cisplatino e docetaxel x 2) seguito da chemioradioterapia concomitante con radioterapia + cisplatino e docetaxel settimanali. L’aggiunta del cetuximab ha ridotto significativamente le recidive locali (probabile sinergia con la radioterapia), senza che questo abbia avuto un effetto significativo sulla sopravvivenza libera da progressione e globale, nonostante sia evidente un guadagno mediano clinicamente interessante.
Probabilmente una miglior selezione molecolare dei pazienti (polisomia/amplificazione EGFR vedi gli studi di Russel Petty con gefinitib in seconda linea nel carcinoma esofageo), anche dal punto di vista istologico/anatomico (nello studio sono stati arruolati sia carcinomi squamosi che adenocarcinomi sino alla giunzione gastroesofagea Siewert I-II), potrebbe portare a risultati differenti in futuri studi.
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