Medinews
30 Giugno 2015

NECITUMUMAB IN COMBINAZIONE A PEMETREXED E CISPLATINO NEL TRATTAMENTO DI PRIMA LINEA DI PAZIENTI CON NSCLC NON SQUAMOSO IN STADIO IV: STUDIO INSPIRE, RANDOMIZZATO, CONTROLLATO, IN APERTO, DI FASE III

Necitumumab è un anticorpo monoclonale ricombinante umano (immunoglobulina G1, IgG1), di seconda generazione, che inibisce competitivamente il legame del ligando col recettore di EGF (EGFR). Ricercatori europei (in Italia, il gruppo dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia), in collaborazione con colleghi brasiliani e statunitensi per lo studio INSPIRE, hanno confrontato la terapia con necitumumab in combinazione con pemetrexed e cisplatino vs pemetrexed e cisplatino da soli in pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC), non squamoso, in stadio IV, non trattati precedentemente. Gli autori hanno condotto questo studio randomizzato, controllato, in aperto, di fase III, pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract), in 103 centri di 20 Paesi. I pazienti adulti (età ≥ 18 anni), con performance status ECOG (Eastern Cooperative Oncology Group) compreso tra 0 e 2 e adeguata funzione d’organo, sono stati assegnati al trattamento (1:1) secondo uno schema di randomizzazione a blocchi di 4 con sistema interattivo telefonico a risposta vocale o via web. I pazienti hanno ricevuto cisplatino (75 mg/m2) e pemetrexed (500 mg/m2) al giorno 1 di ogni ciclo di 3 settimane per un massimo di 6 cicli, da soli o in combinazione a necitumumab (800 mg) ai giorni 1 e 8. Necitumumab è stato somministrato dopo il completamento del trattamento chemioterapico fino a progressione della malattia o tossicità inaccettabile. La randomizzazione è stata stratificata secondo storia di abitudine al fumo, performance status ECOG, istologia del tumore e regione geografica; i pazienti e i medici dello studio erano a conoscenza dell’assegnazione di trattamento. Endpoint primario era la sopravvivenza globale e le analisi di efficacia sono state condotte sulla popolazione ‘intention-to-treat’. Tra l’11 novembre 2009 e il 2 febbraio 2011, gli autori hanno randomizzato 633 pazienti a necitumumab in combinazione a pemetrexed e cisplatino (n = 315) oppure a sola chemioterapia con pemetrexed e cisplatino (n = 318). L’arruolamento è stato chiuso il 2 febbraio 2011, dopo raccomandazione del comitato indipendente di monitoraggio dei dati. Non sono state osservate differenze significative della sopravvivenza globale tra i due gruppi di trattamento: la sopravvivenza globale mediana è risultata pari a 11.3 mesi (IC 95%: 9.5 – 13.4) nel gruppo assegnato a necitumumab in combinazione con pemetrexed e cisplatino vs 11.5 mesi (IC 95%: 10.1 – 13.1) in quello trattato con solo pemetrexed e cisplatino (hazard ratio 1.01, IC 95%: 0.84- 1.21; p = 0.96). L’incidenza di eventi avversi di grado 3 o più gravi, inclusa la morte, era più alta nel gruppo che ha ricevuto necitumumab associato a pemetrexed e cisplatino, rispetto a sola chemioterapia con pemetrexed e cisplatino; in particolare, i decessi considerati correlati al farmaco in studio sono stati osservati in 15 su 304 pazienti (5%) nel gruppo con necitumumab vs 9 su 312 pazienti (3%) con solo pemetrexed e cisplatino. Anche gli eventi avversi gravi erano più frequenti nel gruppo trattato con necitumumab in combinazione a pemetrexed e cisplatino rispetto a quello con sola chemioterapia (155 su 304 pazienti [51%] vs 127 su 312 [41%]). Inoltre, nel primo gruppo un maggior numero di pazienti ha manifestato rash cutaneo di grado 3 – 4 (45 su 304 pazienti [15%] vs uno su 312 [< 1%]), ipomagnesiemia (23 [8%] vs 7 [2%]) ed eventi tromboembolici venosi di grado 3 o più alto (23 [8%] vs 11 [4%]), rispetto al gruppo trattato con solo pemetrexed e cisplatino. In conclusione, i risultati di questo studio non mostrano evidenza che l’aggiunta di necitumumab a pemetrexed e cisplatino migliori la sopravvivenza in pazienti con NSCLC non squamoso in stadio IV non trattati precedentemente. E a meno che futuri studi non identifichino biomarcatori predittivi potenzialmente utili, necitumumab non sembra offrire beneficio in questa popolazione di pazienti quando combinato a pemetrexed e cisplatino.
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