lunedì, 26 luglio 2021
Medinews
3 Ottobre 2016

Moving Programmed Death-1 Inhibitors to the Front Lines in Non–Small-Cell Lung Cancer

Immune checkpoint inhibitors have dramatically reshaped the landscape of non–small-cell lung cancer (NSCLC). In particular, monoclonal antibodies targeting the programmed death-1 (PD-1)/PD ligand 1 (PD-L1) pathway have emerged as powerful new therapeutic tools. In phase I studies, these agents demonstrated promising antitumor activity and durable clinical responses in a subset of patients with NSCLC. On the basis of these early efficacy signals, a series of randomized phase II and III studies were launched to evaluate the activity of PD-1/PD-L1 inhibitors in the second-line … (leggi tutto)

Il successo conseguito con i farmaci immunoterapici nella seconda linea di trattamento per il NSCLC in stadio avanzato ci ha indotti a pensare che questi farmaci avrebbero potuto rapidamente soppiantare la chemioterapia anche nella prima linea di trattamento e molti studi randomizzati sono attualmente in corso (anche in Italia) con un confronto fra la doppietta chemioterapica e un inibitore di immuno-checkpoint in monoterapia o in aggiunta alla doppietta stessa, nella popolazione di pazienti con o senza arricchimento molecolare. Questi due studi sono la premessa al disegno di studi di fase III per nivolumab e vedono in un caso la valutazione della safety in combinazione con una doppietta contenente platino (n = 56) e nell’altro caso in monoterapia (n = 52) , sempre nel contesto della prima linea di trattamento. In entrambi i casi il trattamento si dimostra essere ben tollerato, sebbene nel caso della combinazione il profilo di tossicità appare peggiore rispetto a quanto noto per lo stesso farmaco in monoterapia. Gli studi non sono disegnati per dare indicazioni definitive in termini di efficacia, ma i dati di risposta e di sopravvivenza sono comunque evincibili nei due lavori. A fronte di ciò, non più di un mese fa una ‘press release’ per lo stesso farmaco in monoterapia a confronto con la chemioterapia standard nei pazienti naïve affetti da NSCLC in stadio avanzato rivelava un non raggiungimento del ‘primary endpoint’ e siamo in attesa di conoscere i risultati di questo studio.
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