venerdì, 30 settembre 2022
Medinews
14 Settembre 2015

MORTALITÀ PER PATOLOGIA CARDIOVASCOLARE DOPO CHEMIOTERAPIA O CHIRURGIA DEL TUMORE DEL TESTICOLO NON-SEMINOMA: STUDIO DI POPOLAZIONE

Gli aumentati rischi di malattia cardiovascolare incidentale in pazienti con tumore del testicolo che hanno ricevuto chemioterapia nell’ambito di studi europei riguardano principalmente i lungo-sopravviventi e comprendono i pazienti trattati dopo gli anni ’60. Un numero limitato di studi di popolazione ha quantificato la mortalità cardiovascolare durante, subito dopo e per due decenni dopo la diagnosi di tumore del testicolo nell’era della chemioterapia contenente cisplatino. I rapporti standardizzati di mortalità (SMR) per malattia cardiovascolare e i rischi assoluti in eccesso (AER; numero di morti in eccesso ogni 10000 persone-anno) sono stati calcolati per 15006 pazienti con tumore del testicolo non-seminoma registrati nel programma della popolazione del Surveillance, Epidemiology, and End Results (1980 – 2010) che erano stati inizialmente trattati con chemioterapia (n = 6909) o chirurgia (n = 8097), ma non radioterapia, e che avevano raggiunto un follow-up rispettivamente pari a 60065 e 81227 persone-anno. Modelli di analisi multivariata hanno valutato gli effetti di età, trattamento, estensione della malattia e altri fattori sulla mortalità cardiovascolare. Nello studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), i ricercatori della University of Rochester Medical Center e del Norwegian Radium Hospital di Oslo hanno osservato una mortalità cardiovascolare significativamente aumentata dopo la chemioterapia (SMR 1.36, IC 95%: 1.03 – 1.78; n = 54), ma non dopo la chirurgia (SMR 0.81, IC 95%: 0.60 – 1.07; n = 50). Le morti significative in eccesso dopo chemioterapia erano limitate al primo anno successivo alla diagnosi di tumore del testicolo (SMR 5.31, AER 13.90; n = 11) e correlate a patologie cerebrovascolari (SMR 21.72, AER 7.43; n = 5) e cardiache (SMR 3.45, AER 6.64; n = 6). In analisi multivariata, l’aumentata mortalità cardiovascolare dopo chemioterapia era limitata al primo anno successivo alla diagnosi di tumore del testicolo (hazard ratio 4.86, IC 95%: 1.25 – 32.08); la malattia a distanza (p < 0.05) e l’età più avanzata alla diagnosi (p < 0.01) erano fattori indipendenti di rischio. In conclusione, secondo gli autori, questo è il primo studio di popolazione che ha quantificato la mortalità cardiovascolare a breve e lungo termine dopo una diagnosi di tumore del testicolo. L’aumentato rischio a breve termine di morte per patologia cardiovascolare dovrebbe essere ulteriormente esaminato in studi analitici che registrano gli eventi incidentali e possono servire a sviluppare approcci comprensivi ‘evidence-based’ per la stratificazione del rischio e l’applicazione di sforzi preventivi e interventistici.
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