sabato, 5 dicembre 2020
Medinews
8 Luglio 2009

MORTALITÀ CARDIACA IN PAZIENTI CON LINFOMA DIFFUSO A GRANDI CELLULE B IN STADIO I E II

Survay del SEER indica che i pazienti, non sottoposti ad irradiazione, richiedono dosi più elevate di antracicline e sono esposti a più elevata mortalità cardiaca

La terapia standard per il linfoma diffuso a grandi cellule B in stadio I e II consiste in una combinazione di chemioterapia contenente antracicline, anticorpi anti-CD20 e radioterapia. Gli approcci terapeutici senza radioterapia utilizzano schedule di chemioterapia più intensiva e/o più prolungata. I regimi chemioterapici contenenti antracicline sono associati però ad un rischio di disfunzione ventricolare sinistra dose-dipendente. I ricercatori della University of Colorado, Comprehensive Cancer Center di Aurora, hanno ipotizzato che i pazienti non sottoposti a radioterapia, cioè quelli esposti a dosi cumulative di antracicline più alte, potessero presentare un aumentato rischio di mortalità cardiaca. La percentuale della mortalità cardio-specifica (MCS) è stata quindi analizzata nei pazienti con diagnosi di linfoma diffuso a grandi cellule B in stadio I e II posta nel periodo 1988-2004, secondo quanto riportato nel database del National Cancer Institute Surveillance, Epidemiology, and End-Results (SEER). I dati analizzati includevano sesso, età, razza, stadio, presenza di malattia extranodale e somministrazione di radioterapia. Un totale di 15454 pazienti soddisfaceva i criteri di inclusione nello studio e, di questi, 6021 pazienti (39%) avevano ricevuto radioterapia. Il follow-up mediano era 36 mesi (range: 6-180 mesi). L’età mediana era 64 anni. Le percentuali di incidenza attuariali di MCS a 5, 10 e 15 anni erano rispettivamente 4.3%, 9.0% e 13.8% nei pazienti trattati con radioterapia, rispetto a 5.9%, 10.8% e 16.1% osservate nei pazienti non sottoposti a radioterapia (p < 0.0001; hazard ratio [HR] 1.35; intervallo di confidenza [IC] 95%: 1.16-1.56). L’aumento di mortalità cardiaca nei pazienti trattati senza utilizzo della radioterapia persisteva durante tutto il follow-up. Lo studio pubblicato nella rivista International Journal of Radiation Oncology, Biology and Physics (leggi abstract originale) ha indicato, in analisi multivariata, una associazione indipendente del trattamento senza radioterapia all’aumentato rischio di MCS (HR di Cox 1.32; IC 95%: 1.13-1.56; p = 0.0005). L’aumentata esposizione ad antracicline nei pazienti trattati con sola chemioterapia può quindi risultare in maggiore incidenza di mortalità cardiaca, rilevabile solo attraverso analisi di popolazioni numerose. La conferma potrà essere ottenuta con meta-analisi di studi randomizzati e lo sviluppo di ampi studi prospettici.


SIEnews – Numero 13 – 9 luglio 2009
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