Medinews
8 Giugno 2015

MINISTERO DELLA SALUTE: IL 29% DEGLI ITALIANI VIVE IN LUOGHI TROPPO INQUINATI

Il 29% degli italiani vive in località dove la concentrazione degli inquinanti è in media sopra la soglia stabilita dalla legge. L’inquinamento atmosferico è responsabile ogni anno nel nostro Paese di circa 30mila decessi solo per il particolato fine (pm2.5), pari al 7% di tutte le morti (esclusi gli incidenti). In termini di mesi di vita persi, questo significa che l’inquinamento accorcia mediamente la vita di ciascun italiano di 10 mesi, 14 per chi vive al nord, 6,6 per gli abitanti del centro e 5,7 al sud e isole. Gli effetti sono maggiori al nord rispetto al sud e il solo rispetto dei limiti di legge salverebbe 11mila vite l’anno. Sono questi alcuni dati del progetto Viias (Valutazione integrata dell’impatto dell’inquinamento atmosferico sull’ambiente e la salute) presentato la scorsa settimana a Roma e reso possibile dal Centro Controllo Malattie (CCM) del Ministero della Salute e coordinato dal Dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio con la collaborazione di università e centri di ricerca: Enea, Ispra, Arpa Piemonte, Emilia Romagna e Lazio, Università di Firenze, Università di Urbino e La Sapienza di Roma. Applicando sofisticati modelli previsionali della concentrazioni degli inquinanti su tutto il territorio nazionale, il progetto VIIAS ha stimato sia l’esposizione della popolazione italiana, sia la mortalità totale che quella per malattie respiratorie, cardiocircolatorie e tumore del polmone in tutta Italia fino al dettaglio regionale. Lo studio fornisce una mappa dettagliata degli impatti ambientali e sanitari dell’inquinamento dell’aria e propone l’adozione di politiche adeguate per guadagnare salute, in termini di riduzione di malattie e mortalità, riduzione delle disuguaglianze sul territorio e risparmio di risorse pubbliche.
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