venerdì, 21 giugno 2024
Medinews
19 Maggio 2016

Meta-analysis of breast cancer mortality benefit and overdiagnosis adjusted for adherence: improving information on the effects of attending screening mammography

Women require information about the impact of regularly attending screening mammography on breast cancer mortality and overdiagnosis to make informed decisions. To provide this information we aimed to meta-analyse randomised controlled trials adjusted for adherence to the trial protocol. Nine screening mammography trials used in the Independent UK Breast Screening Report were selected. Extending an existing approach to adjust intention-to-treat (ITT) estimates for less than 100% adherence rates, we conducted a random-effects meta-analysis. This produced a combined deattenuated prevented … (leggi tutto)

Le informazioni relative all’efficacia dello screening mammografico (e anche alla quantificazione del rischio di “overdiagnosis” ad esso associato) vengono da analisi “intention to treat”, nelle quali però si ottiene un’informazione “media” che non tiene conto della compliance della singola donna alle procedure previste dal programma di screening. In altre parole, una donna che esegua regolarmente le mammografie potrebbe giovarsi di una maggiore riduzione della mortalità (e, sull’altro piatto della bilancia, essere a maggior rischio di “overdiagnosis”) rispetto ad una donna che, inserita nel programma di screening, non abbia un’aderenza ottimale agli esami previsti. Gli autori dell’articolo su British Journal of Cancer hanno appunto stimato la riduzione della mortalità e l’aumento delle diagnosi, correggendo le analisi per l’aderenza effettiva al programma di screening mammografico. I risultati sono interessanti e utili per la discussione dei rischi e benefici dello screening: nel gruppo di donne di età compresa tra i 40 e i 69 anni, il rischio di overdiagnosis durante il periodo dello screening, pari al 19% nell’analisi “intention to treat”, sale al 29,7% correggendo per la compliance. D’altro canto, la correzione per la compliance fa aumentare la stima della riduzione della mortalità, associata allo screening: nel dettaglio, la frazione di morti per tumore della mammella prevenute dallo screening, pari al 22% nell’analisi “intention to treat”, sale al 30%. Insomma, un invito ad aderire ai programmi di screening e a rispettare le scadenze degli esami previsti.
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