sabato, 4 febbraio 2023
Medinews
13 Luglio 2010

LIVELLI SIERICI DI VITAMINA B E RISCHIO DI CANCRO AL POLMONE

Elevati livelli sierici di vitamina B6 e metionina sarebbero associati ad una riduzione del rischio di cancro al polmone. Le vitamine del gruppo B e alcuni fattori correlati al metabolismo del carbonio-1 mantengono l’integrità del DNA e regolano l’espressione genica, influendo quindi sul rischio di sviluppare un tumore. Ricercatori afferenti all’International Agency for Research on Cancer hanno valutato la possibile associazione tra fattori del metabolismo del carbonio-1 e lo sviluppo di cancro al polmone. Tra il 1992 e il 2000, sono stati arruolati nell’European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC) 519978 adulti provenienti da 10 paesi. Tra questi, 385747 erano donatori di sangue. Fino al 2006, sono stati identificati 899 casi di cancro al polmone e ad essi sono stati individualmente associati 1770 partecipanti di controllo secondo Paese, sesso, data di nascita e data del prelievo di sangue. Le concentrazioni di 6 fattori del metabolismo del carbonio-1 (4 vitamine del gruppo B: B2, B6, B9 o folato e B12, oltre a metionina e omocisteina) e della cotinina sono state misurate nel siero raccolto ed è stata calcolata la relazione con il rischio (come odds ratio, OR) di cancro al polmone. Nell’intera coorte di EPIC, le percentuali di incidenza, standardizzata per età, di cancro al polmone (standardizzato alla popolazione mondiale, età compresa tra 35 e 79 anni) nel sesso maschile erano 6.6, 44.9 e 156.1 per 100000 persone-anno rispettivamente per le persone che non avevano mai fumato (non fumatori), gli ex-fumatori e coloro che fumavano nel periodo considerato (fumatori). Le corrispondenti percentuali di incidenza per le donne erano 7.1, 23.9 e 100.9 per 100000 persone-anno, rispettivamente. Dopo aver escluso il fumo, una riduzione del rischio di cancro al polmone è stata osservata con elevati livelli sierici di vitamina B6 (OR quarto vs primo quartile 0.44, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.33-0.60; p trend < 0.000001), e di metionina (OR quarto vs primo quartile 0.52, IC 95%: 0.39-0.69; p trend < 0.000001). Riduzioni analoghe e constanti del rischio sono state osservate sia nei non fumatori, che negli ex-fumatori e fumatori ad indicare che i risultati erano indipendenti dal fattore di confondimento fumo. La grandezza del rischio è rimasta costante anche con il prolungamento del follow-up, suggerendo che le associazioni non potevano essere spiegate da una malattia preclinica. Un rischio ridotto è stato rilevato anche con il folato sierico (OR quarto vs primo quartile 0.68, IC 95%: 0.51-0.90; p trend = 0.001) sebbene fosse osservabile solo negli ex-fumatori e nei fumatori. Lo studio pubblicato nella rivista Journal of the American Medical Association (leggi abstract originale) indica inoltre che quando i partecipanti sono stati classificati in base ai livelli mediani di metionina sierica e vitamina B6, concentrazioni superiori alla mediana di entrambi i fattori sono state associate non solo a una riduzione del rischio globale di cancro al polmone (OR 0.41, IC 95%: 0.31-0.54), ma anche del rischio nei non-fumatori (OR 0.36, IC 95%: 0.18-0.72), ex-fumatori (OR 0.51, IC 95%: 0.34-0.76) e fumatori (OR 0.42, IC 95%: 0.27-0.65).
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