mercoledì, 2 dicembre 2020
Medinews
13 Maggio 2009

LENALIDOMIDE ORALE NEI PAZIENTI CON LINFOMA MANTELLARE REFRATTARIO O RECIDIVANTE

La terapia sembra ben tollerata ed efficace in pazienti con malattia ad alto rischio

Il linfoma a cellule del mantello (LCM) è un tipo di linfoma non Hodgkin particolarmente aggressivo che presenta prognosi sfavorevole specialmente dopo la prima recidiva. Ricercatori statunitensi hanno pubblicato i risultati di uno studio di fase II sulla efficacia e sicurezza di lenalidomide in pazienti con LCM refrattario o in recidiva. Lenalidomide (25 mg al giorno in dose unica, giorno 1-21, ogni 28 giorni per 52 settimane) è stata somministrata fino a intolleranza o progressione della malattia. Lo studio, pubblicato nel British Journal of Haematology (leggi abstract originale), aveva come obiettivo primario la percentuale di risposta globale e come endopoint secondari la durata della risposta, la sopravvivenza libera da progressione e la sicurezza del trattamento. Dei 15 pazienti trattati, la percentuale di risposta globale è stata del 53%. Una risposta completa è stata osservata in 3 (20%), mentre 5 (33%) rispondevano parzialmente. La durata mediana della risposta è stata 13.7 mesi e la sopravvivenza libera da progressione 5.6 mesi. Quattro di 5 pazienti in recidiva dopo trapianto e 2 di 5 prima trattati con bortezomib hanno risposto alla lenalidomide. L’evento avverso di grado 4 più frequente è stata la trombocitopenia (13%) e quelli di grado 3 sono stati neutropenia (40%), leucopenia (27%) e trombocitopenia (20%).


SIEnews – Numero 9 – 14 maggio 2009
TORNA INDIETRO