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30 Marzo 2015

LAPATINIB O TRASTUZUMAB IN ASSOCIAZIONE ALLA TERAPIA CON TAXANI NEL TUMORE MAMMARIO HER2-POSITIVO AVANZATO: RISULTATI FINALI DELLO STUDIO NCIC CTG MA.31

L’efficacia di lapatinib vs trastuzumab in combinazione ai taxani nel trattamento di prima linea del tumore mammario HER2(human epidermal growth factor receptor 2)-positivo metastatico è ancora sconosciuta. Lo studio MA.31 ha confrontato una combinazione di terapia anti-HER2 (lapatinib o trastuzumab) di prima linea con i taxani per 24 settimane, seguita dalla stessa monoterapia anti-HER2 fino a progressione. Nello studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), è stata condotta una stratificazione secondo precedente terapia anti-HER2 (neo)adiuvante, precedente taxano (neo)adiuvante, programmazione del taxano e metastasi epatiche. Endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (PFS) nella popolazione ‘intention-to-treat’ (ITT), definita come tempo dalla randomizzazione alla progressione, determinata con criteri RECIST (vers. 1.0), o alla morte delle pazienti con tumori HER2-positivi valutati localmente. L’analisi statistica primaria era condotta con test log-rank stratificato di non-inferiorità, mentre la PFS è stata determinata nelle pazienti con tumori HER2-positivi confermati dal laboratorio centrale. Nello studio NCIC CTG MA.31, a cui hanno partecipato ricercatori da tutto il mondo (in Italia, il gruppo dell’Unità di Oncologia Medica ‘Sandro Pitignani’ dell’Ospedale ‘Misericordia e Dolce’ di Prato), sono state arruolate, tra il 17 luglio 2008 e l’1 dicembre 2011, 652 pazienti in 21 Paesi, tra cui 537 avevano ricevuto conferma di tumore HER2-positivo dal laboratorio centrale. Dopo un follow-up mediano di 21.5 mesi la PFS mediana nella popolazione ITT è risultata pari a 9.0 mesi con lapatinib vs 11.3 mesi con trastuzumab. All’analisi ITT, la PFS era inferiore nelle pazienti trattate con lapatinib vs trastuzumab, con un hazard ratio (HR) stratificato di 1.37 (IC 95%: 1.13 – 1.65; p = 0.001). Nelle pazienti con tumori HER2-positivi, confermati a livello centrale, la PFS mediana era pari a 9.1 mesi con lapatinib vs 13.6 mesi con trastuzumab (HR 1.48, IC 95%: 1.20 – 1.83; p < 0.001). Inoltre, con lapatinib sono stati osservati più casi di diarrea e rash cutaneo di grado 3 o 4 (p < 0.001). I risultati di PFS erano supportati dagli endpoint secondari di sopravvivenza globale, con un HR nella popolazione ITT di 1.28 (IC 95%: 0.95 – 1.72; p = 0.11), mentre nelle pazienti con tumori HER2-positivi confermati centralmente l’HR era 1.47 (IC 95%: 1.03 – 2.09; p = 0.03). In conclusione, la combinazione di lapatinib con un taxano, come terapia di prima linea nel trattamento del tumore mammario HER2-positivo metastatico, è stata associata a una PFS più breve e a maggiore tossicità rispetto a trastuzumab combinato con taxano.
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