Medinews
3 Marzo 2015

INTERAZIONI FARMACOLOGICHE IN PAZIENTI TRATTATI PER TUMORE: STUDIO PROSPETTICO SULL’OPPORTUNITÀ DI INTERVENTI CLINICI

Le interazioni farmaco-farmaco (DDI) costituiscono una delle maggiori preoccupazioni in campo oncologico dal momento che i pazienti devono assumere contemporaneamente molti farmaci. Studi retrospettivi sono stati condotti per determinare la prevalenza di DDI; tuttavia, studi prospettici sulle DDI, che richiedono intervento, non sono ancora stati prodotti sui pazienti oncologici. I ricercatori olandesi, coordinati dal gruppo dell’Erasmus University Medical Center di Rotterdam, hanno quindi ideato uno studio prospettico per identificare le DDI che richiedono intervento tra i pazienti oncologici ambulatoriali in terapia antitumorale e hanno chiesto ai pazienti che stavano per iniziare un nuovo regime di trattamento con farmaci antitumorali per via endovenosa od orale se volessero partecipare allo studio. Le terapie dei pazienti sono state esaminate per individuare le possibili DDI utilizzando un software di riconoscimento di interazioni farmacologiche e un gruppo di farmacologi clinici esperti ha valutato la rilevanza delle DDI identificate. Quando una DDI risultava potenzialmente rilevante dal punto di vista clinico, è stato proposto all’onco(emato)logo di riferimento un intervento sul paziente. Molte variabili sono state studiate come fattori determinanti dell’intervento. Nello studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract) sono state utilizzate la statistica descrittiva e analisi di regressione logistica uni- e multivariata. In totale sono stati inclusi 302 pazienti e 603 DDI identificate con il software di interazione tra farmaci, in seguito esaminate dal gruppo di esperti. Tra le 603 DDI totali, 120 sono state considerate potenzialmente rilevanti dal punto di vista clinico; queste 120 DDI identificate in 81 pazienti hanno portato a un intervento clinico in 39 pazienti (13%), già attuato dall'(emato)oncologo, mentre un ulteriore intervento è stato proposto in 42 pazienti (14%) da un farmacologo clinico. Il numero di comorbilità e di farmaci OTC (‘over-the-counter’) sono stati identificati come fattori determinanti. In conclusione, interventi clinici sulle interazioni farmacologiche sono frequentemente richiesti nei pazienti sottoposti a una terapia antitumorale. Screening strutturati per le interazioni tra farmaci, potenzialmente rilevanti in clinica, dovrebbero dunque essere eseguiti prima dell’inizio e durante il trattamento antitumorale da parte di (emato)oncologi in stretta collaborazione con farmacologi clinici.
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