domenica, 3 luglio 2022
Medinews
21 Aprile 2011

INIBITORI MULTICHINASICI NEL CARCINOMA RENALE METASTATICO

Lo studio retrospettivo dimostra l’elevata percentuale di eventi avversi nei pazienti trattati con sunitinib e sorafenib e suggerisce l’esigenza di nuove terapie efficaci e tollerabili

Gli inibitori multichinasici sunitinib e sorafenib sono attualmente utilizzati come terapia standard per il carcinoma renale metastatico. Lo studio pubblicato sulla rivista BMC Cancer (leggi abstract originale) ha valutato la sicurezza e le modalità di trattamento con questi agenti in una situazione reale quale la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia. Gli oncologi italiani hanno condotto una revisione delle cartelle cliniche raccolte presso il loro centro oncologico. Lo studio ha incluso pazienti naïve per inibitori multichinasici non arruolati in studi clinici, di età ≥ 18 anni, con diagnosi istologica di carcinoma renale metastatico che avevano ricevuto sunitinib o sorafenib quale primo inibitore multichinasico nel periodo settembre 2005 – luglio 2008. I dati raccolti riguardavano eventi avversi, variazione del trattamento (sospensione, interruzione, modulazione della posologia) e le ragioni per queste modifiche. Nello studio sono stati inclusi 145 pazienti, 85 hanno ricevuto sunitinib e 60 sorafenib, come primo inibitore multichinasico. La durata mediana del trattamento è stata 6.6 mesi per sunitinib e 5.8 mesi per sorafenib; il 97.6% dei pazienti che ha ricevuto sunitinib e il 70.0% di quelli in trattamento con sorafenib ha manifestato almeno un evento avverso, mentre rispettivamente il 27.1 e il 31.7% ha avuto ≥ 1 evento avverso di grado 3 – 4. L’evento avverso, di ogni grado, più frequente con sunitinib è stato fatigue/astenia (81.2%), seguito da mucosite/stomatite (58.8%) e riduzione della sensazione del gusto (42.4%), mentre con sorafenib fatigue/astenia si è manifestato nel 43.3% dei pazienti, seguito da sindrome mano-piede (38.3%) e diarrea (31.7%). La sospensione, l’interruzione del trattamento e la riduzione della dose per eventi avversi è stata adottata rispettivamente nell’11.8%, 23.5% e 30.6% dei pazienti che hanno ricevuto sunitinib e nel 5.0%, 23.3% e 36.7% di quelli in trattamento con sorafenib. In conclusione, la maggior parte dei pazienti ha manifestato più di un evento avverso durante terapia di prima linea con inibitori multichinasici. Gli eventi avversi più frequentemente dichiarati dai pazienti ha indotto alterazioni della terapia nel 40% dei pazienti in trattamento con sunitinib e nel 45% con sorafenib. I risultati di questo studio suggeriscono, inoltre, la necessità di sviluppare nuovi ed efficaci trattamenti, più tollerabili, per il carcinoma renale metastatico.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 4 – Aprile 2011
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