giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
19 Ottobre 2018

INfluenza Vaccine Indication During therapy with Immune checkpoint inhibitors: a transversal challenge. The INVIDIa study

Considering the unmet need for the counseling of cancer patients treated with immune checkpoint inhibitors (CKI) about influenza vaccination, an explorative study was planned to assess flu vaccine efficacy in this population. INVIDIa was a retrospective, multicenter study, enrolling consecutive advanced cancer outpatients receiving CKI during the influenza season 2016-2017. Of 300 patients, 79 received flu vaccine. The incidence of influenza syndrome was … (leggi tutto)

Ogni anno, all’avvicinarsi della stagione influenzale, si pone il problema della copertura vaccinale dei pazienti oncologici. Da alcuni anni, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica ha prodotto raccomandazioni per i pazienti in trattamento antitumorale attivo, sottolineando che “la vaccinazione antinfluenzale in pazienti oncologici è sicura, minimamente invasiva e ha costi contenuti. Va utilizzata ampiamente sia nel paziente in corso di trattamento attivo (chemioterapia e terapie a bersaglio molecolare) che nei soggetti non trattati“.
Tale raccomandazione è stata sostanzialmente prodotta prima dell’avvento dei farmaci immunoterapici, e molto minori sono le evidenze disponibili sulla sicurezza e sull’efficacia dei vaccini in pazienti sottoposti a un trattamento immunoterapico. In tale carenza di evidenze, non sorprende che alcuni oncologi raccomandino la vaccinazione, altri la sconsiglino, altri ancora non si esprimano.
L’analisi retrospettiva, condotta in Italia, ha preso in considerazione pazienti oncologici trattati con immunoterapia nel corso della stagione influenzale 2016-2017: si tratta di una casistica complessiva di 300 pazienti, dei quali 79 sono stati sottoposti a vaccinazione. Interessante il dato relativo all’incidenza di sindrome influenzale, che appare “paradossalmente” più frequente nei soggetti vaccinati (24,1%) rispetto ai non vaccinati (11,8%; odds ratio 2,4; intervallo di confidenza al 95%: 1,23 – 4,59; p = 0,009). Tale dato è ancora più evidente nel sottogruppo di soggetti anziani, con un’incidenza di sindrome influenzale pari al 37,8% nei pazienti sottoposti a immunoterapia e vaccinati, rispetto al 6,1% degli anziani sottoposti a immunoterapia e non vaccinati (odds ratio 0,28; intervallo di confidenza al 95%: 2,77 – 31,14; p < 0,0001).
Con tutti i limiti di un’analisi retrospettiva di questo tipo, i risultati della casistica suggerivano che il vaccino anti-influenzale potrebbe essere meno efficace nei soggetti che ricevono un immune checkpoint inhibitor, ma i risultati in termini di outcome erano rassicuranti, in quanto la vaccinazione non avrebbe alcun impatto negativo sull’efficacia del trattamento immunoterapico. In considerazione del grande aumento del numero di pazienti candidati a ricevere un trattamento immunoterapico, l’argomento è sicuramente di grande interesse pratico, e studi prospettici sarebbero molto utili per acquisire maggiori evidenze sulla sicurezza e sull’efficacia, consentendo di produrre raccomandazioni aggiornate e di uniformare i comportamenti clinici.
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