venerdì, 24 settembre 2021
Medinews
4 Novembre 2009

INCREMENTO DEI LIVELLI DI BCR-ABL RNA NEI PAZIENTI CON LMC IMATINIB-RESISTENTE

Un incremento pari a 2.6 volte è predittivo della comparsa di mutazioni. Una determinazione precoce è essenziale per lo ‘switch’ a terapie più efficaci

Nei pazienti con leucemia mieloide cronica (LMC) in terapia con imatinib, la resistenza secondaria al farmaco è spesso causata dalla comparsa di mutazioni del dominio chinasico BCR-ABL. Poiché sono disponibili terapie alternative ad imatinib, l’identificazione precoce di tali mutazioni può prevenire la progressione di malattia. Nella maggior parte dei pazienti, BCR-ABL è monitorato routinariamente mediante PCR quantitativa, è perciò importante definire il valore soglia oltre il quale si rende necessario il test specifico per le mutazioni. Una raccomandazione, che non trova però il consenso di tutti gli esperti, è quella di effettuare lo screening delle mutazioni quando l’aumento dei livelli di BCR-ABL è pari ad almeno 10 volte. Gli autori dello studio pubblicato nella rivista Blood (leggi abstract originale) hanno tentato di dirimere tale questione, analizzando i campioni di sangue di 150 pazienti con LMC mediante PCR quantitativa e sequenziamento del DNA. Sono state identificate 35 diverse mutazioni in 53 pazienti. Durante i 22.5 mesi di follow-up (mediana) successivi al sequenziamento, le mutazioni risultavano predittive di una più breve sopravvivenza libera da progressione. Mediante ‘ROC analysis’ si è stabilito che un aumento di 2.6 volte dei livelli di BCR-ABL RNA costituiva il cut-off ottimale per la previsione della comparsa di una mutazione, con sensibilità del 77%. La soglia di 2.6 volte si avvicina al limite di precisione analitica del dosaggio mediante PCR. Al contrario, un cut-off ³ 5 volte risultava di bassa sensibilità diagnostica e non mostrava alcuna associazione significativa con le mutazioni. Gli autori quindi concludono che la soglia, oggi raccomandata, di 10 volte il valore di BCR-ABL RNA per lo screening delle mutazioni non è sensibile e non è universalmente applicabile.


SIEnews – Numero 20 – 12 novembre 2009
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