Medinews
30 Luglio 2014

INCIDENZA DI METASTASI CEREBRALI IN PAZIENTI CON TUMORE MAMMARIO METASTATICO HER2-POSITIVO TRATTATE CON PERTUZUMAB, TRASTUZUMAB E DOCETAXEL: RISULTATI DELLO STUDIO CLEOPATRA, RANDOMIZZATO, DI FASE III

I risultati dello studio di fase III CLEOPATRA sul trattamento di prima linea del tumore mammario metastatico HER2-positivo hanno indicato miglioramenti significativi della sopravvivenza libera da progressione e della sopravvivenza globale con la combinazione pertuzumab, trastuzumab e docetaxel rispetto a placebo, trastuzumab e docetaxel. I ricercatori del Washington Cancer Institute, MedStar Washington Hospital Center di Washington DC, e colleghi europei e sud coreani hanno condotto analisi esplorative dell’incidenza e del tempo allo sviluppo di metastasi cerebrali (sistema nervoso centrale, SNC) in pazienti arruolate nello studio CLEOPATRA. Le pazienti hanno ricevuto pertuzumab o placebo (840 mg al ciclo 1, poi 420 mg), trastuzumab (8 mg/kg al ciclo 1, poi 6 mg/kg) e docetaxel (terapia iniziale 75 mg/m2), somministrati per via endovenosa ogni 3 settimane. Il test log-rank è stato utilizzato per le comparazioni, tra bracci, del tempo alle metastasi nel SNC, come primo sito di progressione del tumore, e per la sopravvivenza globale nelle pazienti con metastasi cerebrali, come primo sito di progressione della malattia. Il metodo di Kaplan-Meier è stato utilizzato per stimare il tempo mediano alle metastasi cerebrali, come primo sito di progressione del tumore, e la sopravvivenza globale mediana. Nello studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology, l’incidenza di metastasi cerebrali, come primo sito di progressione della malattia, era simile tra i due bracci: 51 su 406 pazienti (12,6%) nel braccio con placebo e 55 su 402 (13,7%) nel braccio con pertuzumab. Il tempo mediano allo sviluppo di metastasi cerebrali come primo sito di progressione della malattia è stato di 11,9 mesi nel braccio con placebo e di 15,0 mesi in quello con pertuzumab (HR 0,58; IC 95%: 0,39 – 0,85; p = 0,0049). La sopravvivenza globale nelle pazienti che hanno sviluppato metastasi cerebrali come primo sito di progressione ha mostrato un trend a favore della combinazione di pertuzumab, trastuzumab e docetaxel (HR 0,66; IC 95%: 0,39 – 1,11) e la sopravvivenza globale mediana è risultata di 26,3 vs 34,4 mesi, rispettivamente nel braccio con placebo vs braccio con pertuzumab. La comparazione delle curve di sopravvivenza tra trattamenti non è risultata statisticamente significativa al test log-rank (p = 0,1139), mentre lo era al test di Wilcoxon (p = 0,0449). In conclusione, mentre l’incidenza di metastasi cerebrali è risultata simile tra bracci di trattamento, i dati suggeriscono che la combinazione di pertuzumab, trastuzumab e docetaxel possa ritardare la comparsa di malattia cerebrale rispetto a placebo, trastuzumab e docetaxel.
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