martedì, 27 settembre 2022
Medinews
26 Ottobre 2015

IN ITALIA LA VALUTAZIONE ESTERNA DI QUALITÀ DEL TEST RAS NEL CARCINOMA DEL COLON-RETTO IDENTIFICA DIFFERENZE INTER-LABORATORIO CORRELATE AL METODO UTILIZZATO

Nel 2014, l’EMA (European Medicines Agency) ha incluso il test degli esoni 2, 3 e 4 di KRAS e di NRAS per la selezione dei pazienti con tumore metastatico del colon-retto candidabili alla terapia con anticorpi monoclonali anti-EFGR. L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e la Società Italiana di Patologia e Citologia (SIAPEC) hanno organizzato un controllo di qualità esterno (EQA) per il tumore del colon-retto allo scopo di valutare la consistenza dei risultati inter-laboratorio ed assicurare la standardizzazione degli stessi nella transizione dal test di KRAS a quello all-RAS. Ricercatori italiani, coordinati dal gruppo dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori “Fondazione Giovanni Pascale”-IRCCS di Napoli, hanno validato in tre laboratori di riferimento 10 campioni, fissati in formalina e imbevuti in paraffina, che presentavano mutazioni di KRAS/NRAS (esoni 2, 3 e 4) e di BRAF (codone 600), e li hanno inviati agli 88 centri partecipanti. Un referto tipo di patologia molecolare è stato richiesto a ciascun laboratorio. Un gruppo di esperti di AIOM e SIAPEC ha poi valutato i risultati secondo un sistema di punteggio predefinito. Il controllo di qualità era composto da due turni. Lo studio pubblicato sulla rivista Journal of Translational Medicine (leggi testo) ha evidenziato che, al primo turno, il 36% degli 88 centri partecipanti ha fallito: 23 laboratori hanno ottenuto almeno un falso positivo o un falso negativo, mentre 9 centri non sono riusciti a rispettare il termine ultimo per l’invio dei risultati. Il tasso di errore di genotipizzazione è risultato essere più elevato quando è stato utilizzato il metodo di sequenziamento di Sanger, rispetto al piro-sequenziamento (3 vs 1.3%; p = 0.01; test del Chi quadro di Pearson). Al secondo turno, i laboratori hanno migliorato la loro performance, con 23 centri su 32 che hanno superato il turno. In totale, 79 degli 88 centri partecipanti hanno superato lo schema di controllo di qualità per RAS. La nomenclatura standard della Human Genome Variation Society (HGVS) è stata spesso utilizzata in modo scorretto per descrivere le mutazioni identificate e una maggiore variabilità nel riportare i risultati è stata riscontrata nella descrizione del genotipo. In conclusione, i risultati dello schema EQA per RAS indicano che le analisi mutazionali sono condotte in modo efficiente (quindi con buona qualità) in molti centri italiani, sebbene siano state evidenziate differenze significative nei metodi utilizzati. Il numero relativamente alto di centri che hanno fallito al primo turno sottolinea il ruolo fondamentale della formazione continua (in medicina) svolto dagli schemi EQA.
“I risultati ottenuti nel controllo di qualità all-RAS – chiarisce il dott. Nicola Normanno, primo autore dello studio e Direttore dell’Unità di Biologia Cellulare e Bioterapie e del Laboratorio di Farmacogenomica, Centro di Ricerche Oncologiche di Mercogliano, presso l’Istituto Nazionale Tumori ‘Fondazione Giovanni Pascale’ IRCCS di Napoli, – per quanto evidenzino che circa il 90% dei centri effettua le analisi molecolari con buoni standard qualitativi, hanno anche dimostrato una difficoltà da parte dei laboratori nel recepire le nuove linee guida dell’EMA: infatti circa un terzo dei centri non è riuscita a superare il primo turno del programma di controllo di qualità. Questo risultato potrebbe essere stato causato da rallentamenti nell’attrezzare i laboratori per le nuove analisi richieste, oltre che da una variabilità nel livello di esperienza acquisita nel tempo dai centri. I risultati del programma italiano sono comunque sovrapponibili a quelli del controllo di qualità organizzato dalla Società Europea di Patologia (ESP), sottolineando pertanto che le problematiche riscontrate sono comuni a tutti i Paesi europei”.
“I risultati del controllo di qualità hanno ancora una volta evidenziato l’importanza del lavoro svolto da AIOM e SIAPEC nel settore della patologia molecolare. Le società scientifiche italiane hanno infatti avviato, per ogni biomarcatore approvato nella pratica clinica, un intensivo programma che va dalla preparazione di raccomandazioni che sono costantemente aggiornate, alla organizzazione di corsi di aggiornamento e di controlli di qualità nazionali. Tale attività appare ancora più importante alla luce del progresso della medicina personalizzata, che sta portando rapidamente alla approvazione di nuovi farmaci e relativi biomarcatori in oncologia. A tale riguardo – conclude il dott. Normanno -, AIOM e SIAPEC sono in prima linea nel fornire supporto e nel garantire agli addetti ai lavori linee guida e programmi di formazione sempre aggiornati”.
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