venerdì, 24 settembre 2021
Medinews
22 Ottobre 2009

IMPATTO PROGNOSTICO DELL’ISTOLOGICO NEL CARCINOMA RENALE LOCALIZZATO

Mentre l’istologia papillare e cromofoba sono associate ad una prognosi più favorevole, anche dopo aggiustamento per i fattori che normalmente la influenzano, il carcinoma a cellule chiare ha esiti peggiori

Malgrado la chiara dimostrazione che diversi sottotipi istologici di carcinoma renale sono caratterizzati dal patogenesi e alterazioni genetiche distinte, l’impatto dell’esame istologico sulla prognosi rimane ancora controverso. Ricercatori del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York hanno valutato la loro esperienza sull’istologia dei pazienti con carcinoma renale localizzato. Per lo studio, pubblicato nella rivista Journal of Urology (leggi abstract originale), sono stati identificati 1863 pazienti con carcinoma renale a cellule chiare, papillare o cromofobo trattati chirurgicamente presso il centro tra il 1989 e il 2006. Modelli di regressione proporzionale di Cox sono stati utilizzati per valutare la relazione tra istologia tumorale e outcome, definito come metastasi o decesso per la malattia, normalizzati per età, sesso, tipo di procedura chirurgica, score dell’American Society of Anesthesiologists, stadio TNM e dimensioni della massa tumorale. Dei 1863 pazienti, 1333 (72%) mostravano istologia a cellule chiare, 310 (17%) avevano carcinoma renale papillare e 220 (12%) il tipo cromofobo. Il follow-up mediano dei pazienti in assenza di eventi è stato 3.4 anni. In analisi univariata, i pazienti con istologia a cellule chiare mostravano un outcome clinico peggiore. La probabilità a 5 anni di non sviluppare metastasi o morire per la malattia era dell’86% (IC 95%: 84-88), del 95% (IC 95%: 91-97) e del 92% (IC 95%: 85-96) rispettivamente nei pazienti con carcinoma cellulare a cellule chiare, papillare o cromofobo (p < 0.001). Anche in analisi multivariata, l’istologico cromofobo (HR 0.40; IC 95%: 0.20-0.80) e papillare (HR 0.62; IC 95%: 0.34-1.14) erano significativamente associati ad un esito migliore della malattia (p = 0.014). In definitiva, la conferma di un referto istologico a cellule chiare sembra essere indipendentemente associata ad un esito sfavorevole nei pazienti sottoposti a procedura chirurgica per il carcinoma renale, anche dopo correzione per i fattori che normalmente influenzano la prognosi.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 10 – Ottobre 2009
TORNA INDIETRO