Medinews
24 Novembre 2015

IMPATTO DELLE SUCCESSIVE TERAPIE SUGLI ‘OUTCOME’ DELLO STUDIO FIRE-3/AIO KRK0306: TERAPIA DI PRIMA LINEA CON FOLFIRI E CETUXIMAB O BEVACIZUMAB IN PAZIENTI CON TUMORE DEL COLON-RETTO METASTATICO KRAS ‘WILD-TYPE’

Ricercatori tedeschi, in collaborazione con i colleghi della Medical University di Vienna, hanno esaminato scelta ed efficacia del successivo trattamento, con particolare riguardo alla terapia di seconda linea, nello studio FIRE-3 (con FOLFIRI e cetuximab [braccio A] o bevacizumab [braccio B]) in pazienti con tumore del colon-retto metastatico, KRAS ‘wild-type’. L’inizio del trattamento successivo (di seconda o terza linea) è stato definito come l’uso di un farmaco anti-tumorale che non facesse parte del regime terapico precedente. Gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract) hanno valutato scelta, durata ed efficacia della successiva terapia e determinato l’impatto di questa sugli ‘outcome’ dei pazienti nello studio FIRE-3. I risultati indicano che dei 592 pazienti inclusi nella popolazione ‘intent-to-treat’, 414 (69.9%) hanno ricevuto un trattamento di seconda linea e 256 (43.2%) uno di terza linea. Nelle successive linee di trattamento, il 47.1% dei pazienti originariamente assegnati al braccio A ha ricevuto bevacizumab e il 52.2% di quelli originariamente assegnati al braccio B ha ricevuto cetuximab o panitumumab. L’oxaliplatino è stato utilizzato successivamente nel 55.9% dei pazienti nel braccio A e nel 53.2% di quelli nel braccio B. La terapia di seconda linea è stata somministrata per una durata mediana di 5.0 vs 3.2 mesi (p < 0.001) nel braccio A vs braccio B. La sopravvivenza libera da progressione (6.5 vs 4.7 mesi; hazard ratio 0.68, IC 95%: 0.54 – 0.85; p < 0.001) e globale (16.3 vs 13.2 mesi; hazard ratio 0.70, IC 95%: 0.55 – 0.88; p = 0.0021) dall’inizio della terapia di seconda linea erano più prolungate nei pazienti inclusi nel braccio A rispetto al braccio B. In conclusione, i dati di questo studio suggeriscono che la sequenza di somministrazione del farmaco potrebbe essere più importante dell’esposizione ai singoli agenti. Nei pazienti con tumori RAS ‘wild-type’, la scelta di prima linea della terapia diretta al recettore del fattore di crescita epidermico può rappresentare una condizione favorevole per promuovere un’efficace terapia successiva che includa agenti anti-angiogenici.
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