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29 Agosto 2014

IMPATTO DELLA SINGOLA O DOPPIA INIBIZIONE DI HER2 E CHEMIOTERAPIA BASE IN TERAPIA NEOADIUVANTE SULLA RISPOSTA PATOLOGICA COMPLETA NEL TUMORE MAMMARIO OPERABILE E LOCALMENTE AVANZATO: ANALISI DI SENSIBILITÀ DI STUDI RANDOMIZZATI

Il ruolo della doppia inibizione di HER2 e la migliore chemioterapia base per il trattamento neoadiuvante rappresentano ancora argomenti di clinica pratica molto dibattuti. I ricercatori dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata, Università di Verona, Istituto Oncologico Veneto IRCCS, Università di Padova, e Istituto Nazionale dei Tumori, Regina Elena di Roma, hanno condotto una meta-analisi della letteratura sulla singola vs doppia inibizione di HER2 in termini di tasso di risposta patologica completa (pCR, mammella e ascella) ed esame dell’interazione secondo il tipo di chemioterapia (antracicline e taxani o solo taxani). Hanno, inoltre, eseguito un’analisi combinata basata sugli eventi estraendo quelli di attività e sicurezza, con intervalli di confidenza (IC) al 95%. In totale, sono stati identificati 14 studi (4.149 pazienti), con 6 studi (1.820 pazienti) per la meta-analisi e 31 bracci (14 studi, 3.580 pazienti) inclusi nell’analisi combinata basata sugli eventi. Nello studio pubblicato sulla rivista Cancer Treatment Reviews, la doppia inibizione di HER2 ha significativamente migliorato il tasso di pCR, nel range di 16 – 19%, indipendentemente dalla chemioterapia base (rischio relativo 1,37; IC 95%: 1,23 – 1,53; p < 0,0001). La pCR era significativamente più alta nella popolazione con recettori ormonali negativi, indipendentemente dall’inibizione di HER2 e dal tipo di chemioterapia. La pCR e la percentuale di chirurgia conservativa della mammella erano più elevate quando le antracicline sono state aggiunte ai taxani, indipendentemente dall’inibizione di HER2. La neutropenia grave era più frequente quando le antracicline venivano aggiunte ai taxani, con una differenza assoluta del 19,7%, malgrado non sia stata osservata differenza sulla neutropenia febbrile. Inoltre, mentre non sono state osservate differenze significative con l’inibizione di HER2, in termini di cardiotossicità, è stata calcolata una leggera differenza per il grado 3 – 4 (1,2%) a sfavore dell’aggiunta di antracicline. In conclusione, la doppia inibizione di HER2 nel trattamento neoadiuvante del tumore mammario HER2-positivo aumenta significativamente la risposta patologica completa. La combinazione di antracicline, taxani e agenti anti-HER2 dovrebbe, secondo i ricercatori italiani, essere attualmente considerata lo standard di cura.
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