mercoledì, 2 dicembre 2020
Medinews
6 Settembre 2018

Impact of Baseline Steroids on Efficacy of Programmed Cell Death-1 and Programmed Death-Ligand 1 Blockade in Patients With Non–Small-Cell Lung Cancer

Treatment with programmed cell death-1 or programmed death ligand 1 (PD-(L)1) inhibitors is now standard therapy for patients with lung cancer. The immunosuppressive effect of corticosteroids may reduce efficacy of PD-(L)1 blockade. On-treatment corticosteroids for treatment of immune-related adverse events do not seem to affect efficacy, but the potential impact of baseline corticosteroids at the time of treatment initiation is unknown. Clinical trials typically … (leggi tutto)

In questo studio gli autori confermano che un trattamento al basale con corticosteroidi compromette l’attività dei farmaci PD-1/ PD-L1 inibitori riducendone l’efficacia nei pazienti affetti da tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC). Nella maggior parte degli studi che valutano l’impiego di PD-1/ PD-L1 inibitori i pazienti con trattamento corticosteroideo all’atto dell’inclusione vengono esclusi dal trial stesso e per questo motivo nella pubblicazione vengono valutati pazienti (PD-1/PD-L1 inibitori-naïve) di comune pratica clinica trattati con immunocheckpoint inibitori in monoterapia ed esaminando l’effetto del trattamento steroideo al basale al Memorial Sloan Kettering Cancer Center (MSKCC: n = 455) e presso il Gustave Roussy Cancer Center (GRCC: n = 185). Sul totale, 90 (14%) su 640 pazienti hanno ricevuto una dose di steroide ≥ 10 mg/die ad inizio trattamento immunoterapico, di cui 53 (12%) al MSKCC e 37 (20%) al GRCC. Le indicazioni per tale trattamento includevano la dispnea (33%), la fatigue (21%) e le localizzazioni cerebrali (19%). Al MSKCC, l’uso di steroide ≥ 10 mg/die si associa ad una riduzione dell’overall response rate (6% vs 19%; p = 0,02), una più breve mediana per la sopravvivenza libera da progressione (1,9 vs 2,6 mesi; hazard ratio [HR] = 1,7; p = 0,001), una più breve mediana in termini di sopravvivenza globale (5,4 mesi vs 12,1 mesi; HR = 2,1; p < 0,001). Al GRCC, tale utilizzo si associa ad un minore (ma non significativo) overall response rate (8% vs 18%; p = 0,2), ridotta sopravvivenza libera da progressione (1,7 vs 1,8 mesi; HR = 1,5; p < 0,001), ridotta sopravvivenza globale (3,3 vs 9,4 mesi; HR = 2,0; p < 0,001). All’analisi multivariata aggiustata per smoking history, performance status, localizzazioni cerebrali, l’impiego di steroidi al basale rimane associato in modo significativo alla riduzione di sopravvivenza libera da progressione (HR = 1,3; p = 0,03) e sopravvivenza globale (HR = 1,7; p < 0,001).
Pertanto, viene suggerito l’utilizzo prudente al basale di corticosteroidi in pazienti che si vogliano trattare con immunocheckpoint inibitori.
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