sabato, 25 settembre 2021
Medinews
12 Novembre 2009

IDENTIFICATO NUOVO FATTORE PROGNOSTICO PER LA LMA DELL’ADULTO

I pazienti più anziani presentano profili di espressione genica diversi rispetto ai più giovani

La leucemia mieloide acuta (LMA) ha un comportamento clinico-biologico diverso nei pazienti in età più avanzata. Al fine di ottenere maggiori informazioni sulle possibili differenze molecolari, ricercatori olandesi hanno esaminato i profili di espressione genica in una coorte di 525 pazienti adulti, comparando quelli dei giovani (n = 175; età mediana 31 anni) con quelli degli anziani (n = 175; età mediana 59 anni). Dopo aver suddiviso la popolazione in esame in tre gruppi d’età, l’analisi ha evidenziato una ‘up-regulation’ di 477 sonde e la ‘down-regolation’ di 492 con l’invecchiamento (p < 0.00001). Dopo validazione con due coorti indipendenti di pazienti con LMA, le 969 sonde totali potevano essere ridotte a 41 e tra queste è emerso il gene onco-soppressore CDKN2A, che codifica per p16INK4A. Rispetto all’invecchiamento fisiologico in cui si osserva induzione dell’espressione di p16INK4A, una ‘down-regulation’ viene registrata nei campioni dei pazienti più anziani. Tuttavia, questo aspetto è stato osservato soltanto nel gruppo a rischio intermedio o sfavorevole, non nel gruppo a rischio favorevole e nel sottogruppo molecolarmente definito NPM1 positivo/FLT3-ITD negativo. In analisi multivariata, p16INK4A e la citogenetica sono emersi come fattori indipendenti per la sopravvivenza globale, nella categoria dei pazienti più anziani. Lo studio pubblicato nella rivista Blood (leggi abstract originale) ha quindi indicato che oltre alle caratteristiche cliniche e biologiche, la LMA in età adulta mostra profili di espressione genica diversi.


SIEnews – Numero 20 – 12 novembre 2009
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