venerdì, 30 settembre 2022
Medinews
29 Maggio 2014

I LINFOCITI INFILTRANTI IL TUMORE SONO FATTORE PROGNOSTICO NEL TUMORE MAMMARIO TRIPLO-NEGATIVO E PREDITTIVO DEL BENEFICIO DI TRASTUZUMAB NEL TUMORE INIZIALE: RISULTATI DALLO STUDIO FinHER

Ricercatori belgi dell’Institut Jules Bordet, Libera Università di Bruxelles, in collaborazione con colleghi europei e australiani, avevano mostrato l’importanza prognostica dei linfociti infiltranti il tumore (TIL) nel tumore mammario triplo-negativo di nuova diagnosi, utilizzando campioni tumorali ottenuti da un ampio studio clinico di coorte. In questo studio, pubblicato sulla rivista Annals of Oncology, gli stessi autori hanno cercato di validare questi risultati e di esaminare le associazioni con il beneficio dell’utilizzo di trastuzumab nella malattia che si manifesta con sovra-espressione di HER2 (HER2+). Lo studio prospettico-retrospettivo è stato condotto utilizzando i campioni dello studio adiuvante di fase III FinHER, che ha arruolato 1.010 pazienti con tumore mammario in stadio iniziale, 778 delle quali avevano tumore HER2-non amplificato. Le 232 pazienti con malattia HER2+ sono state randomizzate o no a trastuzumab per 9 settimane, in aggiunta alla chemioterapia. Due patologi hanno quantificato indipendentemente i TIL stromali nei 935 (92,6%) vetrini disponibili. L’endpoint primario di sopravvivenza libera da malattia a distanza (DDFS) e le interazioni con trastuzumab sono state studiate in modelli di regressione di Cox. A conferma dei risultati precedenti su 134 pazienti con tumore mammario triplo-negativo, ogni incremento del 10% di TIL è stato significativamente associato a una diminuzione della recidiva a distanza nel tumore mammario triplo-negativo; con un hazard ratio di DDFS aggiustato per i fattori clinico-patologici pari a 0,77 (IC 95%: 0,61 – 0,98; p = 0,02). Nelle 209 pazienti con tumore mammario HER2+, ogni incremento del 10% dell’infiltrazione di linfociti è stato significativamente associato a una diminuzione della recidiva a distanza nelle pazienti randomizzate a trastuzumab (P interazione di DDFS = 0,025). In conclusione, livelli più alti di linfociti infiltranti il tumore alla diagnosi sono stati significativamente associati a tassi di recidiva a distanza più bassi nel tumore mammario triplo-negativo. Questi dati confermano i precedenti risultati e supportano ulteriormente la considerazione dei linfociti infiltranti il tumore come importante fattore prognostico in questo sottotipo di tumore mammario. Gli autori inoltre descrivono per la prima volta l’associazione tra elevati livelli di linfociti infiltranti il tumore e un maggiore beneficio di trastuzumab nella malattia HER2+. Invitano anche ad approfondire le conoscenze sul perché alcuni tumori mammari triplo-negativi e HER2+ possano o non possano generare una risposta immune antitumorale dell’ospite e su come trastuzumab possa alterare in modo favorevole il microambiente immunitario.
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