lunedì, 30 novembre 2020
Medinews
17 Luglio 2009

G-CSF DOPO CHEMIOTERAPIA DI INDUZIONE IN PAZIENTI ADULTI CON LMA

Studio randomizzato controllato verso placebo condotto dall’Adult Leukaemia Working Party dello United Kingdom Medical Research Council non dimostra alcun vantaggio

Il ruolo di G-CSF come terapia di supporto dopo chemioterapia intensiva di induzione per il trattamento di pazienti adulti con leucemia mieloide acuta (LMA) è stato investigato in uno studio clinico randomizzato. G-CSF (263 μg/die), o placebo, sono stati somministrati dal giorno 8 dalla conclusione del trattamento chemioterapico fino al recupero dei neutrofili (0.5×109/l) a 803 pazienti arruolati nello studio. I ricercatori hanno osservato che il recupero del numero di neutrofili era più rapido con G-CSF (p < 0.0001), ma questo non si associava ad alcuna riduzione del numero, gravità o durata delle infezioni. Lo studio, pubblicato nel British Journal of Haematology (leggi abstract originale), non ha documentato alcun miglioramento sostanziale in termini di terapia di supporto, sebbene i pazienti che avevano ricevuto G-CSF siano rimasti ospedalizzati 2 giorni in meno rispetto al controllo (p = 0.01). Le percentuali di remissione completa (RC) (73% con G-CSF, 75% in placebo, p = 0.5), le cause di fallimento (morte in induzione: p = 0.7; resistenza: p = 0.5) e l’intervallo libero da malattia a 5 anni (34% vs 38%; p = 0.3), erano simili in entrambi i bracci. La sopravvivenza globale a 5 anni era del 29% nel braccio con G-CSF e 36% in quello con placebo (p = 0.10). Nei pazienti con età 40 anni trattati con G-CSF, la percentuale di RC (p = 0.006) e la sopravvivenza globale (p = 0.006) erano inferiori rispetto a coloro che avevano ricevuto placebo, ma ciò potrebbe essere casuale. Questo trial suggerisce un possibile effetto negativo del G-CSF, ma sono necessari altri studi per convalidare tale ipotesi.


SIEnews – Numero 14 – 23 luglio 2009
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