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2 Aprile 2013

FOLLOW-UP A LUNGO TERMINE DEL TUMORE MAMMARIO MULTIFOCALE: I FENOTIPI MOLECOLARI

La distribuzione multifocale e diffusa della componente invasiva sono state associate a una sopravvivenza significativamente più sfavorevole nelle donne con carcinoma mammario, rispetto alle pazienti con malattia unifocale di tipo luminale A, HER2 (human epidermal growth factor receptor 2) e a cellule basali. Il significato prognostico del fenotipo molecolare nel tumore mammario è ben noto in letteratura. Studi recenti hanno dimostrato che la distribuzione (unifocale, multifocale e diffusa) delle lesioni più piccole (invisibili a occhio nudo) e l’estensione della malattia hanno anche un significato prognostico in questo tipo di tumore. Tuttavia, la correlazione dei fenotipi molecolari con i parametri non visibili non è ancora stata investigata approfonditamente. Ricercatori svedesi del Falun Central Hospital e Center for Clinical Research Dalarna, con colleghi della National Taiwan University, Taipei Medical University e Chang Gung University, hanno incluso in questo studio pubblicato sulla rivista Cancer (leggi abstract) 444 casi consecutivi di cancro invasivo della mammella, documentati da campioni istologici ed elaborati con correlazione radiologico-patologica dettagliata, che sono stati campionati in blocchi di microarray tessutale e colorati immuno-istochimicamente per definire i sottotipi molecolari. La distribuzione diffusa o multifocale della componente invasiva del carcinoma mammario è stata associata, in questa serie, a un rischio 4.14 volte più elevato di morte legata al cancro, rispetto ai tumori unifocali, indipendentemente dal fenotipo molecolare. Le pazienti che presentavano tumori HER2-positivi, triplo negativi (negativi ai recettori per gli estrogeni, per il progesterone e a HER2) oppure a cellule basali presentavano rispettivamente un rischio 2.18, 2.33 e 4.07 volte maggiore di morte rispetto alle pazienti che avevano carcinomi di tipo luminale A. I tumori unifocali di tipo luminale A, HER2-positivo e a cellule basali sono stati associati a ‘outcome’ di sopravvivenza a lungo termine significativamente migliori rispetto alle controparti con distribuzione multifocale o diffusa; i tumori di tipo luminale B e triplo negativo mostrano invece la stessa tendenza. In analisi multivariata, l’età della paziente, la dimensione del tumore, lo stato linfonodale, la distribuzione delle lesioni e i fenotipi molecolari rimanevano significativi. In conclusione, la distribuzione multifocale o diffusa della componente invasiva in pazienti con carcinomi mammari è stata associata, in questo studio, a una sopravvivenza significativamente più bassa rispetto alla malattia unifocale nelle pazienti con tumore di tipo luminale A, HER2 e a cellule basali. Dunque, la classificazione molecolare del tumore mammario è un potente strumento, ma acquista ulteriore potere quando combinata con i parametri convenzionali e morfologici non visibili a occhio nudo.
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