domenica, 26 settembre 2021
Medinews
23 Novembre 2009

FARMACI: OGNI REGIONE HA IL SUO TICKET, NEL LAZIO IL PIU’ CARO

Il ticket sui farmaci ‘spacca’ il Paese: ogni Regione ha il suo, con differenze spesso notevoli. Per prendere in farmacia un medicinale mutuabile, infatti, le regole possono essere molto diverse sia in termini di limiti prescrittivi, sia per quel che riguarda il pagamento del ticket. E se in 9 regioni non sono previsti, il Lazio è in testa alla classifica delle regioni in cui il cittadino non esente paga di più: 4 euro per farmaci che costano più di 5 euro e 2,50 euro per quelli che hanno un prezzo inferiore ai 5 euro. Lo spiega l’Osservatorio Salute&Diritti del Movimento difesa del cittadino (Mdc), che ha realizzato il dossier “Le gabbie sanitarie” per fare il punto su questa situazione. E, se in Valle d’Aosta, Provincia di Trento, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Basilicata e Sardegna non esiste alcun pagamento per i farmaci a carico dell’assistito, i cittadini che non beneficiano di particolari esenzioni e che abitano in Sicilia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Provincia Autonoma di Bolzano, Veneto e Puglia, devono sobbarcarsi il costo del ticket di 2 euro per ogni confezione, indipendentemente dal prezzo del farmaco. Seguono l’Abruzzo, che fa pagare ai non esenti 2 euro a confezione ma, se il prezzo del farmaco è inferiore a 5 euro, il ticket scende a 0,50 euro; la Calabria, che fa pagare ai non esenti 1 euro a ricetta più 2 euro a confezione; la Campania (1,50 euro a confezione) e il Molise (1 euro a confezione, 0,50 euro per i generici, gratis i farmaci inferiori a 5 euro). Le differenze da Regione a Regione si registrano anche per le esenzioni per malattia, reddito e invalidità. Non mancano, poi, paradossi per alcuni farmaci. E’ il caso della cardioaspirina, il cui costo senza Ssn è 2,32 euro: in base alla normativa vigente, in Calabria e nel Lazio il ticket supera addirittura il prezzo del farmaco. In questo caos, che cosa può fare il cittadino? “In primo luogo – risponde Silvia Lo Iacono, responsabile dell’Osservatorio Salute&Diritti del Mdc, che ha curato il dossier – può informarsi se può beneficiare di una particolare esenzione e, anche in questo caso, potrebbe convenire una tipologia rispetto a un’altra. Per esempio nel Lazio, se si è in possesso di un’esenzione per patologia e anche di un’esenzione per reddito, economicamente è più conveniente farsi indicare la seconda”. In secondo luogo, “per risparmiare il più possibile, il cittadino può farsi prescrivere dal medico un farmaco generico corrispondente a quello di marca, che costa di più e al cui prezzo va aggiunta, nella maggior parte dei casi, la differenza tra il farmaco generico e quello di marca e poi anche il ticket (come prevedono le delibere in diverse regioni)”. Secondo i dati Federfarma, nel primo bimestre del 2009, la spesa farmaceutica netta a carico del Ssn è scesa del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2008, ma è aumentata quella a carico del cittadino, con notevoli discrepanze da Nord a Sud. Ciò è dovuto soprattutto alla reintroduzione (Lazio, Abruzzo e Campania) o all’appesantimento (Sicilia) dei ticket, al pagamento della differenza di prezzo con i farmaci generici e alle limitazioni prescrittive.
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