Medinews
25 Novembre 2014

EVEROLIMUS ED EXEMESTANE NEL TUMORE MAMMARIO, RECETTORE ORMONALE POSITIVO, HER2-NEGATIVO, IN STADIO AVANZATO: RISULTATI DI SOPRAVVIVENZA GLOBALE DELLO STUDIO BOLERO-2

Nello studio BOLERO-2, l’aggiunta di everolimus a exemestane non ha offerto un miglioramento significativo dell’endpoint secondario di sopravvivenza globale (OS), malgrado un significativo miglioramento dell’endpoint primario di sopravvivenza libera da progressione (PFS). Lo studio BOLERO-2 aveva precedentemente evidenziato che l’aggiunta di everolimus a exemestane migliorava significativamente la PFS, di circa 2 volte, nelle pazienti con tumore mammario avanzato con recettori ormonali positivi (HR+), HER2-negativo, in recidiva o progressione durante o dopo il trattamento con inibitori non steroidei delle aromatasi (NSAI). In questo articolo, pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract) sono riportati i dati dell’analisi di OS. BOLERO-2 è uno studio internazionale di fase III, randomizzato, in doppio cieco, che ha comparato l’associazione di everolimus (10 mg al giorno) ed exemestane (25 mg al giorno) a placebo ed exemestane (25 mg al giorno) in donne in post-menopausa con tumore mammario avanzato HR+ che erano state precedentemente trattate con NSAI. Endpoint primario era la PFS valutata localmente dal medico, mentre la OS era un endpoint secondario chiave. Al momento del cut-off dei dati (3 ottobre 2013), erano stati registrati 410 decessi e 13 pazienti erano ancora in trattamento. La OS mediana nelle pazienti che avevano ricevuto everolimus ed exemestane era 31.0 mesi (IC 95%: 28.0 – 34.6), rispetto a 26.6 mesi (IC 95%: 22.6 – 33.1) nelle pazienti trattate con placebo ed exemestane (hazard ratio 0.89, IC 95%: 0.73 – 1.10; p log rank = 0.14). I trattamenti post-studio sono stati utilizzati nell’84% delle pazienti nel braccio everolimus ed exemestane vs il 90% di quelle con placebo ed exemestane. Le terapie post-studio erano bilanciate nei due bracci, ad eccezione della chemioterapia (53% nel braccio everolimus + exemestane vs 63% nel braccio placebo + exemestane) e non sono emerse nuove problematiche di sicurezza. In conclusione, nello studio BOLERO-2, l’aggiunta di everolimus a exemestane non ha conferito alcun miglioramento statisticamente significativo dell’endpoint secondario di sopravvivenza globale malgrado un miglioramento clinicamente evidente e significativo dell’endpoint primario di sopravvivenza libera da progressione, con un prolungamento di 4.6 mesi rispetto al suo valore mediano (p < 0.0001). La ricerca traslazionale attualmente in corso potrà ulteriormente definire i benefici dell’inibizione di mTOR e vie correlate in questo ambito di trattamento.
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