mercoledì, 8 febbraio 2023
Medinews
21 Aprile 2010

ESITO CLINICO IN PAZIENTI CON CARCINOMA RENALE METASTATICO DOPO INSUCCESSO DELLA TERAPIA TARGET CONTRO VEGF

La sopravvivenza dei pazienti in terapia di seconda linea con farmaci anti-VEGF o con anti-mTOR non è statisticamente diversa; ma il perfomance status di Karnofsky è fattore predittivo indipendente per la somministrazione di questa terapia

Tra il 2005 e il 2007, ricercatori canadesi del Tom Baker Cancer Center di Calgary hanno valutato pazienti con carcinoma renale metastatico dopo progressione della malattia in seguito a trattamento di prima linea con farmaci anti-VEGF (vascular endothelial growth factor). Il trattamento di seconda linea è stato caratterizzato in 645 pazienti con carcinoma renale metastatico e la sua efficacia valutata in 7 centri oncologici. Tutti i pazienti avevano ricevuto terapia target anti-VEGF di prima linea, ma 216 hanno ricevuto terapia di seconda linea anti-VEGF (sunitinib, n = 93; sorafenib, n = 80; bevacizumab, n = 11; axitinib, n = 8) o con inibitori di mTOR (mammalian target of rapamycin) (temsirolimus, n = 21; everolimus, n = 3). In analisi multivariata, un punteggio più alto al performance status di Karnofsky, rispetto al basale prima della terapia di prima linea, poteva predire quali pazienti avevano più probabilità di ricevere la terapia di seconda linea (p < 0.0001). Il tempo mediano all’insuccesso del trattamento di seconda linea era 4.9 mesi per la terapia anti-VEGF e 2.5 mesi per gli inibitori di mTOR (p = 0.014) (HR 0.52, IC: 0.29-0.91 e HR 0.495, IC: 0.27-0.90, rispettivamente dopo aggiustamento per i fattori prognostici e l’istologia secondo i criteri del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center). Lo studio pubblicato nella rivista Urology (leggi abstract originale) non ha evidenziato differenze significative nella sopravvivenza globale dall’inizio della terapia di seconda linea (14.2 vs 10.6 mesi rispettivamente; p = 0.38).


Renal Cancer Newsgroup – Numero 4 – Aprile 2010
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